"L'evoluzione della vertenza della Lyondell-Basell rende necessaria la definizione di nuove strategie per affrontare una crisi che rischia di mettere in discussione le prospettive produttive e occupazionali dell'intero polo chimico ternano". Lo ha sottolineato l'assessore regionale Gianluca Rossi aprendo stamani la riunione del tavolo convocato nella sede dell'assessorato a Terni per illustrare e condividere un nuovo schema di intervento per lo sviluppo industriale del polo chimico.
All'incontro - riferisce un comunicato della Regione - hanno preso parte il sindaco di Terni,
Leopoldo Di Girolamo, il presidente della Provincia, Feliciano Polli, e rappresentanti di
Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che hanno espresso piena condivisione sulla proposta presentata dalla
Regione.
"A Terni ci sono risorse tecnologiche e industriali - ha detto Rossi - e sussistono inoltre
le condizioni dimensionali, organizzative e di servizio all'interno del compendio produttivo
per avviare un programma di reindustrializzazione e sviluppo del polo chimico che possa
rappresentare un modello di innovazione sui temi della sostenibilità e compatibilità
ambientale per il rilancio della chimica, da estendere all'intero sistema produttivo
italiano". "La dimensione della crisi assume rilievo nazionale - ha ribadito Rossi,
presentando i punti fondamentali della proposta - e non è sufficiente l'impegno fin da subito
garantito da Regione, Comune e Provincia per la salvaguardia del sito produttivo ternano e
dei livelli occupazionali. Per la gravità e complessità della crisi, e per la valenza
industriale del programma di sviluppo volto a superarla, chiediamo che, a fianco del
ministero dello Sviluppo economico, svolga un ruolo di primo piano la Presidenza del
Consiglio dei ministri, in stretto raccordo con le istituzioni locali".
"Una svolta per il rilancio dell'attività produttiva della Basell e del settore chimico - ha
aggiunto l'assessore regionale - può derivare dal programma di politica industriale
annunciato nei giorni scorsi dal ministero dello Sviluppo economico per aree o distretti in
crisi, incentrato sulla chimica verde, la mobilità sostenibile e il made in Italy. È stata
individuata anche una prima quota di risorse, a valere sui 300 milioni stanziati lo scorso
anno dal Cipe, immediatamente disponibili".
"Riteniamo, pertanto, che possano esserci le condizioni normative, finanziarie e di contesto
- ha detto Rossi - per definire un accordo di programma che fissi strumenti d'intervento e
risorse nazionali per lo sviluppo del polo chimico ternano e dell'intero settore".
Tra le azioni e le misure da inserire nell'accordo, l'assessore ha indicato il sostegno alle
attività di ricerca e sviluppo nel settore della chimica verde e sostenibile, agli
investimenti per il risparmio energetico, l'attivazione di strumenti privati e pubblici per
rafforzare la capitalizzazione delle imprese e per l'accesso al credito. Nella definizione
del programma di sviluppo dell'intero polo chimico, una funzione essenziale insieme alle
strutture delle istituzioni locali e alle agenzie regionali potrebbe essere svolta
"dall'Agenzia nazionale per l'attrazione di investimenti e d'impresa che - ha sottolineato
Rossi - su incarico del ministero dello Sviluppo economico, potrebbe far da supporto
qualificato per la definizione delle linee guida così come per la ricerca, selezione e
attrazione di investitori e la necessaria attività di consulenza per gli stessi investitori e
le imprese attualmente operative".
(30 luglio 2010)










