I tagli alla scuola sarda nella manovra di assestamento di bilancio da 390 milioni in discussione in Consiglio regionale non piacciono a Cgil, Cisl e Uil che chiedono alla Regione di ripristinare i 20 milioni di euro contro la dispersione scolastica.
"La manovra - dicono i tre segretari generali, Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca -
conferma quanto ormai universalmente risaputo: i tagli ministeriali e regionali interessano
prima di tutto scuola e cultura. La prima sforbiciata della Giunta, infatti, va a colpire la
dispersione scolastica e i 20 milioni di euro stanziati l'anno scorso col duplice obiettivo
di far lavorare i precari e mettere in campo un'azione formativa di contrasto e prevenzione
di abbandoni e bocciature". Secondo i sindacati confederali "la dispersione scolastica è una
vera e propria emergenza prioritaria nella gerarchia delle urgenze che la Giunta ha
sicuramente stilato: gli indicatori sui livelli di istruzione evidenziano che la Sardegna
occupa una posizione di retroguardia all'interno dell'Italia, e ancor di più - ricordano -
nei confronti dell'Europa e dei paesi Ocse. Tra questi ultimi il 66% della popolazione di
25/64 anni possiede almeno un diploma di scuola secondaria superiore contro il 44%
dell'Italia (anno 2003, Education at a glance 2005, Ocse) e circa il 38% della Sardegna,
mentre i giovani che abbandonano prematuramente gli studi rappresentano per la Sardegna un
record assoluto in Italia con il 32,6% contro il 22,1% della media del Paese e il 15,2% della
Ue a 25".
L'anno scorso i 20 milioni di euro avevano consentito di finanziare 352 progetti
antidispersione per un totale di circa 70 mila alunni coinvolti e quasi 3800 docenti
impiegati.
(29 luglio 2010)










