"Occorre rafforzare i servizi pubblici di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ma anche una maggiore autorevolezza della Regione in materia": è il giudizio espresso da Cgil, Cisl e Uil all'indomani della riunione del Comitato di Coordinamento Regionale sulla salute e sicurezza sul lavoro.
"Serve - stando ai sindacati - una politica regionale mirata, che non sia la semplice
fotocopia delle decisioni che vengono assunte a livello nazionale, ma misurata con la
specificità del territorio regionale: per questo occorre maggiore coraggio di azione e di
iniziativa che non vediamo. Anzi osserviamo un progressivo disimpegno dell'Assessorato in questo ambito".
Cgil, Cisl, Uil - in una nota unitaria - ribadiscono che se i risultati infortunistici sono
quelli dichiarati dall'ultimo monitoraggio dell'Inail, non servono trionfalismi, si motiva
piuttosto un implemento degli investimenti pubblici, dell'iniziativa di vigilanza , di
prevenzione, di valutazioni dei rischi, di azioni di formazione e informazione.
Rimangano aree estremamente estese di mancata denuncia e di sottonotifica, dovute anche alla
presenza di lavoro nero e sommerso, del dilagare della precarietà e delle situazioni di
ricattabilità.
(29 luglio 2010)










