ISTAT. Disoccupazione in calo. Santini (Cisl): ora rafforzare politiche lavoro

 

Buone notizie sul fronte del lavoro. Il tasso di disoccupazione a giugno scende all'8,5%, dopo essere rimasto stabile all' 8,6% da marzo a maggio. Lo rileva l'Istat nelle stime provvisorie, precisando che si tratta del primo calo dal gennaio 2010.
In confronto a giugno 2009 - fa sapere sempre l'Istat - il tasso di disoccupazione registra comunque un aumento di 0,7 punti percentuali. Il numero delle persone in cerca di occupazione diminuisce così dell'1,1% rispetto a maggio risultando comunque in aumento dell'8,5% rispetto a giugno 2009 (in numero assoluto si tratta di 2,129 milioni di persone).
Complessivamente, in un anno, ovvero da giugno 2009 allo stesso mese del 2010, il numero di occupati in Italia è diminuito di 136 mila unità. Il numero di occupati a giugno 2010 risulta così stabile rispetto a maggio, anche se in diminuzione dello 0,5% rispetto a giugno 2009. Il tasso di occupazione è, quindi, pari al 57%, invariato rispetto a maggio, ma in calo di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Il numero di inattivi di età compresa tra i 15 e i 64 anni resta stabile a giugno rispetto a maggio; il confronto con lo stesso periodo del 2009 registra, invece, un aumento dello 0,7%. Il tasso di inattività è così pari al 37,6%, stabile rispetto al mese precedente e in lieve aumento (+0,1 punti percentuali) rispetto a giugno 2009.
Migliora lievemente la situazione per i giovani in cerca di lavoro. Il tasso di disoccupazione per le persone di età compresa tra i 15 ed i 24 anni a giugno è infatti sceso al 27,7% dal 28,4% di maggio, pur rimanendo - come precisa l'istituto - "ancora particolarmente elevato".
Per il segretario confederale della Cisl Giorgio Santini, "i dati Istat sul calo della disoccupazione rappresentano un primo segnale positivo anche se è necessario rimanere ancora prudenti, visto il livello molto elevato di disoccupazione e cassa integrazione". Il sindacalista, in particolare, rileva la necessità di rafforzare "l'azione di politica e parti sociali con una piena attuazione nei livelli territoriali dell'accordo quadro sulla formazione e le politiche attive del lavoro dello scorso febbraio tra Governo, Regioni, sindacati ed imprese". "Gli ancora alti tassi di inattività e scoraggiamento e la situazione difficile in alcuni settori, come le media e grande industria - sottolinea Santini - necessitano del consolidamento di azioni coordinate e di sistema per sostenere l'occupazione e lo sviluppo". "Va incentivato - conclude il sindacalista - il "part time lungo", in particolare per l'occupazione femminile, rafforzato il contratto di apprendistato, come canale di ingresso dei giovani al lavoro, rifinanziato il credito d'imposta per le assunzioni nel Mezzogiorno e sviluppati piani di emersione per il lavoro sommerso, in particolare nell'ambito del lavoro di cura e dei servizi".

E.C.

(30 luglio 2010)

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