Indesit Company. Il confronto va avanti, prossimo incontro il 3 settembre

VERTENZE

 

di Silvia Boschetti

Va avanti il confronto tra azienda e sindacati per la vertenza della Indesit Company, a partire dall'esame della struttura dei costi industriali degli stabilimenti. La decisione arriva a conclusione dell'incontro svolto in mattinata a Roma. Le parti torneranno ad incontrarsi il prossimo 3 settembre, previsti anche ulteriori due incontri da realizzare sempre nel mese di settembre, coinvolto anche il coordinamento delle Rsu del Gruppo. In occasione della prima riunione il coordinamento definirà le iniziative necessarie a sostegno della trattativa.

I vertici aziendali e Fim Fiom Uilm e Fismic si sono rivisti al tavolo "senza pregiudiziali" sul piano industriale presentato dal gruppo internazionale dell'elettrodomestico per il nostro Paese. Nel piano per l'Italia sono previsti nuovi investimenti per 120 milioni di euro, ma anche la chiusura di due stabilimenti: a Brembate (Bergamo) e Refrontolo (Treviso) con il taglio dei posti di lavoro dei 550 dipendenti.
Nel corso della riunione sono state riproposte da parte di Indesit le valutazioni aziendali circa le problematiche economiche e produttive degli stabilimenti di Brembate e Refrontolo e, da parte delle segreterie nazionali di Fim Fiom Uilm, la richiesta di analizzare ed affrontare tali problematiche con disponibilità a ricercare soluzioni diverse dalla chiusura degli stabilimenti, capaci di mantenere le attività industriali e il lavoro nei territori interessati senza compromettere la competitività industriale del gruppo Indesit.

La novità che ha accompagnato l'incontro di oggi è stata quella dei dati in crescita del gruppo relativi al secondo trimestre 2010: è stato registrato un' utile di 11,5 milioni di euro, contro la perdita di 8 milioni dello stesso periodo di un anno fa. Secondo la società i ricavi sono saliti del 9,6% a 672 milioni di euro mentre l'Ebit (il margine operativo) è raddoppiato a 29 milioni di euro. Il gruppo prevede per il 2010, una crescita del fatturato di circa il 6% con un Ebit in aumento del 40%. L'indebitamento finanziario netto (sceso a 366 milioni a fine giugno 2010) dovrebbe scendere ulteriormente a quota 260 milioni di euro.

Per Anna Trovò, segretario nazionale Fim, i dati in crescita sono "una buona notizia" in un panorama finora negativo. "L'incremento delle vendite è un dato positivo - spiega Trovò - non se ne vedevano da tanto tempo. A questo si aggiunge anche il miglioramento delle vendite nel mercato dell'Europa Centrale. Crediamo che queste siano informazioni importanti per far prendere un'altra strada alla strategia pensata finora dall'azienda". La direzione aziendale fino ad oggi era rimasta rigida sul suo piano e, in particolare, rispetto alla chiusura dei due siti ritenuti meno produttivi. "Per noi resta centrale negoziare soluzioni alternative, non ci stiamo a ragionare solo in termini di tagli - aggiunge Trovò -. L'impegno che abbiamo è quello di discutere del piano industriale di Indesit e, in particolare, delle prospettive industriali del Gruppo e della tutela dell'occupazione e della professionalità dei lavoratori".
Impegno a a sostenere e favorire il raggiungimento degli obiettivi fissati dalle parti arriva anche dalle istituzioni, attraverso le rappresentanze delle Regioni e delle Provincie oltre ai ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro.
La discussione sul piano industriale riguarda fra l'altro la difesa della vocazione industriale e delle attività produttive dei siti Indesit, e la difesa dei posti di lavoro e della professionalità dei lavoratori. Sul piatto anche il recupero dell'efficienza e della produttività, per garantire la competitività del gruppo del bianco.

Valutazione positiva dei risultati dei ricavi arriva anche dai territori degli stabilimenti interessati ai tagli.
Per Ferdinando Uliano, segretario generale Fim di Bergamo, "i buoni risultati ottenuti sia sul fronte dei ricavi (+ 9,6%), sia sul margine operativo, insieme a una ripresa consistente nei volumi produttivi sono esiti che vanno a sostenere con maggior forza la nostra convinzione che il sito di Brembate non debba essere chiuso".
In particolare, la dichiarazione del cda riguardo al fatto che "il miglioramento della redditività di questo semestre è riconducibile principalmente alla riduzione del costo del prodotto, grazie al maggior assorbimento dei costi fissi industriali, derivante dalla ripresa dei volumi (+ 11,1%)" per Uliano dimostra che le motivazioni portate al tavolo dall'azienda per dimostrare la necessità di chiudere Brembate anche per i suoi costi fissi, non reggono alla prova dei fatti.
Il recupero del mercato Russo per circa il 10% dei ricavi nel primo semestre per la Fim di Bergamo può consentire un peso minore dei costi fissi anche per lo stabilimento bergamasco.

Inoltre nell'incontro le organizzazioni sindacali sono state invitate a consentire, anche per la prossima settimana, le spedizioni dai magazzini dei vari stabilimenti.
"Ribadiamo anche oggi - aggiunge Uliano -, soprattutto alla luce dei dati illustrati ieri in consiglio di amministrazione, la nostra totale contrarietà alla chiusura di qualsiasi sito industriale di Indesit. Per noi la trattativa, fin dalla prossima riunione, sarà rivolta alla ricerca di soluzioni per il mantenimento dell'attività industriale e per la salvaguardia dei livelli occupazionali, a partire dalla conservazione delle produzioni oggi presenti nel sito di Brembate Sopra".
Infine la Fim bergamasca sottolinea la sua posizione rispetto agli inviti della direzione. "Ci preme sottolineare - conclude Uliano - che quanto fatto fino a oggi (e cioè consentire la spedizione di quanto prodotto) assolve pienamente agli impegni sottoscritti al Ministero per garantire l'operatività dello stabilimento. Pertanto nella prossima settimana saremo ancora impegnati nei presidi davanti ai cancelli". 

(30 luglio 2010)

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