A giugno 4,7 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo. Grandi imprese, occupazione -1,8%

LAVORO

A giugno, fa sapere l'Istat, risultano in attesa di rinnovo 39 accordi contrattuali, relativi a circa 4,7 milioni di dipendenti, pari al 35,7% (-0,7% su maggio 2010, +15,5% su giugno 2009). Il mese scorso nel settore industriale sono stati rinnovati due accordi tra quelli monitorati dall'indagine dell'Istat: calzature e pelli e cuoio. Alla fine del mese risultano quindi in vigore 39 contratti, che regolano il trattamento economico di circa 8,4 milioni di dipendenti; a questi corrisponde un incidenza in termini di monte retributivo pari al 61,1%.

A livello settoriale, le quote di contratti nazionali vigenti sono molto differenziate: la copertura è totale nel comparto agricolo, mentre è pari al 96,4% nell'industria e al 69,1% nei servizi privati. Nella pubblica amministrazione, invece, a partire da gennaio 2010 tutti i contratti sono scaduti. A giugno 2010 i mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono in media 12,2, in aumento rispetto a maggio (11), ma in calo rispetto ad un anno prima (16,2). L'attesa media, distribuita sul totale dei dipendenti, è di 4,4 mesi, un valore superiore a quello di maggio (4) e a quello di giugno 2009 (3,3).

Occupazione grandi imprese - A maggio 2010, rileva poi l'Istat, l'indice dell'occupazione nelle grandi imprese ha registrato, al lordo della Cig, un calo dell'1,8% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, calo che scende allo 0,5% al netto della cassa integrazione guadagni. Nei primi cinque mesi del 2010 la variazione media dell'occupazione, rispetto allo stesso periodo del 2009, è stata di -1,9% al lordo della Cig e di -1,2% al netto. L'Istat registra una variazione congiunturale di -0,1% al lordo della Cig e una variazione nulla al netto. Nel confronto tra la media degli ultimi tre mesi (marzo-maggio 2010) e quella dei tre mesi precedenti (dicembre 2009-febbraio 2010) si segnala un -0,3% al lordo della Cig e una variazione nulla al netto.

In particolare, nell'industria a maggio si segnala al netto della stagionalità un calo su aprile dello 0,1% al lordo della Cig e un aumento dello 0,5% al netto della Cig. Nella media degli ultimi tre mesi rispetto ai tre precedenti, il calo è stato dello 0,6 % al lordo della Cig e dello 0,1 % al netto della Cig. Rispetto a un anno fa l'occupazione nelle grandi imprese dell'industria vede una diminuzione del 2,6% al lordo dei dipendenti in Cig e, al netto, un aumento dell'1,1%. Nelle grandi imprese dei servizi ha registrato il calo rispetto al mese precedente è dello 0,1% sia al lordo, sia al netto della Cig mentre, rispetto al maggio 2009, l'indice scende dell'1,4% al lordo della Cig e dell'1,3 al netto.

"I dati Istat sulla occupazione nelle grandi imprese segnalano, su base annua, una perdita di posti di lavoro notevole, ma anche l'importanza della funzione svolta dalla cassa integrazione e dai contratti di solidarietà". sostiene Giorgio Santini. "Senza questi strumenti - sottolinea il segretario confederale della Cisl - i posti di lavoro persi, come riportano gli stessi dati Istat,  sarebbero stati di gran lunga maggiori. Il lieve freno della caduta dell'occupazione nelle grandi imprese che, invece, registriamo negli ultimi mesi deve responsabilizzare ancora di più istituzioni e parti sociali".

Occorre dunque, rileva Santini, dare "una rapida attuazione all'accordo tra governo, Regioni e parti sociali sulle politiche attive del lavoro e sulla formazione per un rapido reimpiego di cassaintegrati e disoccupati con progetti di riqualificazione e sviluppo delle competenze concertati sui territori. Tanto più che l'incontro domanda-offerta nel nostro Paese risulta discontinuo e poco efficace come si evince dai dati diffusi oggi da Unioncamere.  Appare inoltre non più rimandabile la nomina del nuovo ministro dello Sviluppo Economico anche se non basta più la pur necessaria gestione delle emergenze occupazionali a livello nazionale".

"Ciò che è impellente - aggiunge - è un percorso di uscita dalla crisi, con un rilancio della politica industriale che sappia fondarsi sul sostegno all'innovazione di prodotti e processi produttivi e con un rilancio di settori, come quello dell'edilizia, anche attraverso la promozione del risparmio energetico. Per il Mezzogiorno, dove secondo i dati Unioncamere diffusi oggi l'occupazione continua a calare più della media nazionale - conclude Santini - vanno, infine, rilanciati gli investimenti anche attraverso la ripresa di strumenti come il credito d'imposta per gli investimenti e l'occupazione". (cdl)

(29 luglio 2010)

vai all'archivio notizie di Settembre

Lavoro: la funzione del Coaching