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SCHEDA: Mirafiori, Pomigliano e contratto i nodi sul tavolo

 

Il tema principale al centro del tavolo svolto a Torino, nella sede della Regione Piemonte, è il futuro di Mirafiori dopo la decisione della Fiat di produrre il nuovo monovolume in Serbia. Altri nodi al centro del confronto di questi giorni sono la conferma del progetto Fabbrica Italia, la newco per gestire l'accordo di Pomigliano e la disdetta del contratto nazionale di lavoro con l'uscita da Federmeccanica.


- MIRAFIORI. Nello stabilimento torinese il piano del 21 aprile prevede la produzione di 300.000 vetture (altre 50.000 saranno realizzate nella ex carrozzeria Bertone). I sindacati e gli enti locali piemontesi vogliono sapere che cosa sarà prodotto al posto del monovolume L0.


- FABBRICA ITALIA. Marchionne ha chiamato così il progetto di 20 miliardi di investimenti in Italia nei prossimi cinque anni. La domanda che sarà posta all'amministratore delegato della Fiat è se il piano viene confermato.


- POMIGLIANO. La Fiat ha iscritto il 19 luglio la nuova società 'Fabbrica Italia Pomigliano' al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Torino. È un passo preliminare per la costituzione di una una new company in cui riassumere, con un nuovo contratto, i 5.000 lavoratori attuali della fabbrica campana. L'obiettivo è applicare l'intesa che non ha il consenso della Fiom e dei Cobas ed è stata bocciata dal 35% circa dei lavoratori. Di questo si parlerà giovedì nell'incontro con i sindacati a Torino

- IL NUOVO CONTRATTO. L'intenzione di formalizzare la disdetta del contratto nazionale e quindi dell'iscrizione a Federmeccanica potrebbe essere comunicata alle organizzazioni sindacali già giovedì. Sarebbe una rivoluzione nel sistema delle relazioni industriali. Il rischio per Federmeccanica e Confindustria è che dopo quella della Fiat arrivino disdette a pioggia. Per questo le diplomazie sono ancora al lavoro.

(Ansa)

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