di Raffaella Vitulano
"Siamo molto contenti della decisione della Fiat. Questa scelta apre tanti posti di lavoro e tante possibilità". Così l'ambasciatore serbo in Italia Sanda Raskovic - Ivic intervistata da Sky Tg24, dopo la decisione della Fiat di trasferire parte della produzione dallo stabilimento di Mirafiori in Serbia. E non c'è da meravigliarsi. "Siamo un paese in transizione, un paese povero paragonato agli altri paesi d'Europa; il guadagno di un operaio è pari a 400 euro - ha proseguito l'ambasciatore - ma lo stato serbo ha previsto incentivi per gli investitori, come ad esempio l'esenzione delle tasse per 10 anni, oppure un finanziamento pubblico fino a 10.000 euro per ogni operaio assunto. Uno dei nostri scopi ha concluso Raskovic-Ivic è entrare nell'Unione europea e migliorare il nostro stile di vita". Parole che spiegano, indirettamente, la scelta di Marchionne. E in Italia, continua il confronto tra le parti.
"Tra le organizzazioni firmatarie di Pomigliano d' Arco e la Fiat il dialogo non si è interrotto" commenta così stamattina Maurizio Sacconi, Ministro del Welfare, le novità di ieri. "Mi auguro che le parti, innanzitutto tra di loro, dimostrino la capacità di continuare a tessere quel filo costruttivo. Nel momento in cui ci segnalassero l'esigenza, noi siamo immediatamente pronti a convocare le parti. Nel frattempo stiamo a guardare e ovviamente sviluppiamo un' azione diplomatica per il buon esito dei negoziati tra di esse". Sacconi continua a Radio 24: "Sulla scelta industriale di produrre la monovolume della Fiat in Serbia, personalmente non ho ben compreso se quella produzione era destinata a Mirafiori. Per questo credo sia utile il tavolo da parte delle organizzazioni sindacali dell' azienda perchè quello che conta è che ci sia una
buona fatturazione degli impianti italiani con progetti sostenibili". Ma su una cosa il ministro è chiaro: "Chiediamo a Marchionne di non agire unilateralmente, di discutere con la controparte sindacale. È doveroso".
"La Fiat deve fare chiarezza su tutto il progetto "Fabbrica Italia". Per questo all'amministratore delegato, Marchionne diciamo : fermi le bocce, faccia luce sugli investimenti dell'azienda. Ed avvii una discussione aperta col sindacato, per tutti gli stabilimenti del Lingotto. Ma a qualche pezzo del movimento sindacale diciamo anche di smetterla con i polveroni che servono solo a produrre incertezze tra i lavoratori".
Così il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ieri sera era intervenuto sulla decisione di Fiat di produrre in Serbia la nuova monovolume L0, prevista in due versioni e in 190 mila unità l'anno che sostituirà la Multipla, la Musa e l'Idea che attualmente vengono prodotte a Mirafiori.
"Occorre che la Fiat precisi il numero ed i nuovi modelli delle autovetture che intende produrre negli stabilimenti in Italia. Non aiutano in questo momento la confusione e le polemiche. Bisogna evitare di alimentare su questa delicata vicenda sindacale le strumentalizzazioni politiche che rischiano di scaricarsi sulla pelle dei lavoratori", aggiunge. Mr. Fiat-Chrysler aveva spiegato pacato a un giornalista: "Se non ci fosse stato il problema Pomigliano la L0 l'avremmo prodotta in Italia. A Mirafiori faremo altro, ci stiamo pensando". "Ci fosse stata la serietà da parte del sindacato - prosegue Mr. Fiat-Chrysler - il riconoscimento dell'importanza del progetto, del lavoro che stiamo facendo e degli obiettivi da raggiungere con la certezza che abbiamo in Serbia, la L0 l'avremmo prodotta a Mirafiori. Fiat non può assumere rischi non necessari in merito ai suoi progetti sugli impianti italiani: dobbiamo essere in grado di produrre macchine senza incorrere in interruzioni dell'attività". Sindacati serbi più seri e responsabili di quelli italiani? Restiamo ai fatti.
Per Marchionne, che ci auguriamo conosca bene le relazioni industriali in Serbia, per lo stabilimento serbo c'è un investimento da un miliardo di euro: a finanziarlo saranno la Bei per 400 milioni, il Governo di Belgrado per 250 e al resto provvederà la Fiat.
Per le strade serbe che collegano le città con la capitale, in tutto l'inverno si è respirata ovunque la stessa aria di protesta. Altro che relazioni sindacali tranquille. Si sono contati circa oltre 32 mila operai in sciopero in circa 50 fabbriche e 180 mila lavoratori che ancora non sono stati pagati. In Serbia i manifestanti non sembrano voler demordere e ogni tanto riprendono peso. I sindacati, prevedono il divampare di una lunga serie di proteste dei lavoratori in difficoltà, in considerazione del fatto che solo il 24% delle privatizzazioni in Serbia ha avuto esito positivo, mentre negli altri casi gli impegni assunti nei confronti del personale sono stati palesemente violati. Per dirla con le parole della giornalista del settimanale Nin, Ru?a Cirkovicm, i recenti scioperi in Serbia rappresentano "un evento straordinario, perché non si erano mai visti scioperi così massicci per motivi sociali. In Serbia i grandi movimenti sono sempre avvenuti per motivi politici: contro o a favore l'indipendenza del Kosovo, per la cattura di Karad?ic o per esautorare Miloševic, ma mai per la difesa del posto di lavoro". I cittadini serbi stanno insomma uscendo dalla 'depressione' in cui erano caduti dieci anni fa con la guerra; hanno ricominciato a combattere, a partecipare alle proteste sindacali, a far sentire la loro voce e soprattutto a rivendicare i propri diritti di lavoratori e cittadini. Un segno di ripresa? Forse un primo passo verso il soddisfacimento di quei criteri necessari in vista dell'ingresso nell'Unione Europea. Bisogna tenerne conto, prima di azzardare improbabili e maldestri paragoni tra sindacati, che servono solo ad alimentare guerre tra poveri.
I maggiori quotidiani di Belgrado danno intanto grande rilievo alla notizia che dell'inizio del 2012 Fiat produrrà in Serbia nuove versioni dei modelli Fiat Idea e Lancia Musa. Una notizia che ha provocato immediatamente reazioni positive da parte del management serbo dello stabilimento di Kragijevac. "La decisione di Fiat di produrre qui questi 2 nuovi modelli - affermano i manager serbi del sito produttivo - conferma che vengono applicati tutti gli accordi stipulati con i partner italiani". Anche la stampa locale dà grande rilievo alla notizia.
Sulla prima pagina sotto titolo "Fiat ha scelto i modelli", il quotidiano 'Blic' scrive per esempio che la fabbrica Fiat Automobili Srbija a Kragijevac (Serbia centrale) produrrà due monovolumi classe 'L0'. Le nuove macchine saranno realizzate sulla piattaforma della 'Punto Evo', con diversi motorizzazioni e con versioni a 5 o 7 posti. Annualmente - scrive il quotidiano - si produrranno tra 160 e 200 mila macchine. Il quotidiano 'Danas' sotto titolo 'Fiat Idea e Lancia Musa a Kragujevac', scrive che il valore totale dell' investimento sarà di 800 mila euro.
Esperti di Fiat sono arrivati ieri a Kragujevac e si sono messi al lavoro per la realizzazione di una nuova ala dello stabilimento, proprio in funzione della messa in produzione dei nuovi modelli.
"Sergio Marchionne è l'oracolo dell'industria dell'auto", esalta intanto l'incipit della "Lex Column" che il Financial Times dedica ai risultati di Fiat e al progetto di scorporo tra Fiat Industrial e il resto del gruppo. L'Ft sottolinea la capacità dimostrata da Marchionne nel "generare più denaro producendo al tempo stesso meno auto" ma mette in evidenza anche il calo delle vendite in Europa e in Italia e come per il numero uno di Fiat dovrà affrontare "grandi sfide a Torino come a Detroit". Anche il Wall Street Journal dedica spazio alla Fiat ed entrambi i quotidiani finanziari stranieri mettono in evidenza come Marchionne possa far affidamento su un nuovo finanziamento fino a 4 miliardi di euro. Per il Wsj, "le notizie sul finanziamento hanno aiutato a chiarire parte dei piani di Fiat per lo spinoff che erano rimaste oscure per gli analisti", ricordando anche come le agenzie di rating mostrino preoccupazione per le "incertezze sulla struttura finanziaria delle nuove società che nasceranno dallo spinoff".
"La decisione annunciata dalla Fiat di avviare la futura produzione del modello L0 in Serbia contrasta con i programmi che la prevedevano in un sito italiano" taglia corto in una nota Bruno Vitali, segretario nazionale della Fim Cisl.
"Il piano industriale Fiat del 21 aprile scorso - prosegue Vitali - prevede lo sviluppo di alcuni dei nuovi modelli senza indicarne ancora il sito di produzione. Su questo punto e' pertanto necessario avviare al più presto un chiarimento ed un confronto con la Fiat. La Fim ha dimostrato di essere in grado di affrontare concretamente le questioni della flessibilità, della competitività, del lavoro. Fiat affronti le sfide dando maggior credito al sindacato che contratta davvero, senza fare di tutta l'erba un fascio. E' altresì necessario che le informazioni riguardanti il lavoro ed il futuro di tantissimi lavoratori non siano usate per fare speculazione politica o sindacale ma vengano trattate con grande attenzione da tutti i soggetti interessati - conclude sindacalista -. Strumentalizzazioni sulle spalle dei lavoratori non sono accettabili da parte di nessuno". Ma in Italia c'è qualcun altro che frena le lodi su Marchionne invitandolo alla moderazione dei conflitti. La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, incontrerà l'ad di Fiat "nei prossimi giorni". Lo ha prennunciato, a margine della riunione della Giunta degli industriali a via dell'Astronomia, spiegando: "Credo sia importante perseguire l'investimento a Pomigliano e raggiungere i livelli di produttività richiesti. Credo che tutto questo vada fatto cercando evitare conflitti troppo pesanti, che alla fine non fanno bene a nessuno, ma anche senza mollare sugli obiettivi di produttività. È un tema complesso". "Credo che si debba quanto prima riaprire un tavolo tra le parti per discutere l'insieme del progetto Fabbrica Italia, cioè quel
progetto che vuole realizzare investimenti nel nostro Paese se accompagnati da una piena utilizzazione degli impianti secondo il modello già concordato a Pomigliano", fa eco da Pescara il ministro del Welfare e del Lavoro, Maurizio Sacconi. "Io credo - ha aggiunto il ministro - che ci sia modo di saturare i nostri impianti alla luce dei buoni risultati che il gruppo sta conseguendo negli ambiziosi progetti che si è dato. Certo - ha concluso - occorrono relazioni industriali cooperative perchè invece le attività che in qualche modo fermano la produzione, minoranze che bloccano la produzione, non incoraggiano questi investimenti".
Fiat ha intanto comunicato il ricorso a tre settimane di cassa integrazione per gli operai dello stabilimento di Termini Imerese. La Cig scatterà dal 23 al 29 agosto e dal 20 settembre al 3 ottobre.Queste 3 settimane di Cig si aggiungono ad altri periodi di cassa integrazione già in programma: da lunedì prossimo i 1500 lavoratori della Fiat saranno in cig per una settimana, poi la fabbrica chiuderà per le ferie, gli operai dunque rientreranno al lavoro ai primi di settembre per poi rientrare in cig alla fine dello stesso mese.
(23 luglio 2010)
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di Cecilia Augella
La Fiat produrrà la nuova monovolume "Lo" in Serbia. Il nuovo insediamento partirà subito e prevede un investimento complessivo da un miliardo di euro, di cui 350 milioni circa dal Lingotto (400 milioni dalla Bei, 250 da Belgrado), per una produzione di 190 mila unità l'anno che sostituirà la Multipla, la Musa e l'Idea che attualmente vengono prodotte a Mirafiori. Lo spiega l'amministratore delegato Sergio Marchionne in un'intervista a Repubblica.
Proprio Mirafiori sarebbe stata la prima scelta di Fiat per la nuova vettura: "Se non ci fosse stato il problema Pomigliano, la Lo l'avremmo prodotta in Italia", afferma l'ad. "Ci fosse stata la serietà da parte del sindacato, il riconoscimento dell'importanza del progetto, del lavoro che stiamo facendo e degli obiettivi da raggiungere con la certezza che abbiamo in Serbia, la Lo l'avremmo prodotta a Mirafiori", dice Marchionne.
L'ad ribadisce che la Fiat "non può assumere rischi non necessari in merito ai suoi progetti sugli
impianti italiani: dobbiamo essere in grado di produrre macchine senza incorrere in interruzioni
dell'attività".
Resta poi aperta la questione di Termini Imerese. Il Lingotto abbandonerà lo stabilimento alla fine del 2011. Ma le alternative per il sito produttivo siciliano non sono ancora chiare.
La preoccupazione dei sindacati si riflette nelle parole pronunciate oggi da Raffaele Bonanni a margine del forum antimafia organizzato a Palermo dalla Cisl Sicilia, Filca e Siulp: "Vogliamo che il sito di Termini Imerese rimanga integralmente in piedi, con l'attuale livello occupazionale: bisogna individuare subito nuovi acquirenti e anche nuovi sostegni per i compratori, altrimenti la situazione diventerà ingestibile. Bisogna fare presto - ha aggiunto il leader della Cisl - si sta perdendo troppo tempo, siamo preoccupati".
Ieri la Fiat ha presentato a Detroit, al quartier generale di Chrysler, i conti con il ritorno all'utile nel primo semestre dell'anno: "Sono una buona premessa, non solo per Pomigliano, ma per il piano generale della Fiat in Italia, che prevede 20 miliardi di euro nei prossimi sei anni", ha commentato Bonanni. Il piano della Fiat, ha aggiunto, è il progetto "pilota" per altri investitori italiani e internazionali,perchè "rassicura gli altri che è possibile fare l'impresa anche nel Meridione". Bonanni ha chiamato in causa anche il governo: "Spero che capisca l'importanza dell'iniziativa e sappia custodirla con interventi sui fattori di contesto che nel Sud spesse volte sono sballati. Occorrono aggiustamenti per riprendere il cammino di sviluppo". L'attuazione dell'accordo sullo stabilimento di Pomigliano, nei termini e tempi fissati, "è la condizione necessaria per la continuità dell'impegno della Fiat nella realizzazione del progetto Fabbrica Italia", ha concluso.
Intanto è confermato, dal primo gennaio 2011, lo scorporo di alcune attività del gruppo Fiat che
saranno conferite alla nuova Fiat Industriale: partecipazioni relative a veicoli industriali, macchine
agricole e per le costruzioni, motori industriali e marini. Secondo quanto annunciato dal Cda del
Lingotto le azioni saranno assegnate sulla base di un rapporto uno a uno.
Per quanto riguarda Pomigliano, il cda ha affermato che l'attuazione dell'accordo nei termini e tempi fissati, "è la condizione necessaria per la continuità dell'impegno della Fiat nella realizzazione del progetto Fabbrica Italia". La Fiat, comunque, non intende ripetere l'esperienza di Pomigliano negli altri stabilimenti italiani. Lo ha assicurato Sergio Marchionne nella conference call con gli analisti seguita al cda. La strada scelta per il rilancio della fabbrica campana non sarà quindi un nuovo punto riferimento, e le soluzioni dovranno essere individuate "impianto per impianto". Resta tuttavia l'esigenza, ha aggiunto Marchionne, di "convincere i sindacati della necessità di modernizzare le relazioni industriali".
ll Lingotto ricorda anche che negli ultimi mesi vi sono stati sviluppi significativi relativamente al dialogo con le parti sociali sulle prospettive produttive dello stabilimento Giambattista Vico di Pomigliano d'Arco, nel quale, in base al Piano Strategico 2010-2014, è prevista l'allocazione della produzione della futura Panda. La trattativa, sottolinea ancora la nota, ha portato alla sigla, in giugno, di un accordo con i sindacati Fim, Uilm, Fismic e Ugl su nuove regole del lavoro, per rendere più efficienti e competitivi gli impianti. In seguito, ai primi di luglio, Fiat ha incontrato a Torino le suddette organizzazioni sindacali per dare attuazione all'accordo; nel corso dell'incontro le parti si sono impegnate ad applicare i meccanismi concordati che garantiscono la necessaria flessibilità operativa dello stabilimento.
"L'esecuzione di questo accordo nei tempi e nei termini concordati - conclude dunque - è la condizione necessaria per la continuità dell'impegno della Fiat nella realizzazione del progetto Fabbrica Italia".
Sempre ieri la Rsu di Fim, Fiom e Ugl chiede il ritiro del licenziamento di Giovanni Musacchio, l'operaio della Fiat Powertrain di Termoli, punito con il provvedimento disciplinare per avere partecipato al presidio davanti allo stabilimento di Pomigliano d'Arco (Napoli) lo scorso 22 giugno.
"Pur non conoscendo nei dettagli le reali motivazioni di tale atto estremo - si legge in una nota
sindacale a firma congiunta - la Rsu esprime solidarietà al lavoratore e alla sua famiglia" e chiede all'azienda il ritiro immediato del provvedimento.
La Rsu rileva il progressivo deterioramento delle relazioni sindacali in tutto il gruppo Fiat, atto a
creare un clima di tensione e rappresaglia nei confronti dei lavoratori e dei delegati sindacali, con il duplice obiettivo di destabilizzazioni delle relazioni sindacali e azzeramento di qualunque forma di dissenso. Nei prossimi giorni la Rsu di Fim, Fiom e Ugl indirà assemblee informative "sia per la mancata erogazione del saldo del premio di risultato sia per i licenziamenti politici in atto".
(aggiornato al 22 luglio 2010)
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di Cecilia Augella e Silvia Boschetti
Incontro a Torino tra Cisl, Fim, Uil, Uilm, Fismic e la Fiat per definire le modalità di avvio del progetto "Futura Panda a Pomigliano". Presenti le segreterie nazionali unitamente ai segretari generali di Cisl, Raffaele Bonanni, ed Uil, Luigi Angeletti. Per la Fiat ha partecipato l'amministratore delegato Sergio Marchionne.
Per dare seguito all'accordo del 15 giugno scorso si terranno, in tempi brevi, incontri, per stabilire le modalità attuative del progetto e dell'accordo.
In questo modo si raccoglie anche il grande consenso dei lavoratori ottenuto nel referendum del 22 giugno. L'avvio dei piani operativi su Pomigliano consentirà anche lo sblocco del piano complessivo della Fiat sugli altri stabilimenti italiani, finalizzato all'incremento delle produzioni ed alla stabilizzazione dell'occupazione, denominato "Fabbrica Italia".
Le organizzazioni sindacali esprimono grande soddisfazione e si ritengono impegnate nel massimo sforzo in questa grande opportunità per i lavoratori italiani della Fiat e del Paese.
"Nonostante tutti i profeti di sventura e le chiusure ideologiche e politiche di una minoranza rissosa, la Fiat non si è tirata indietro confermando gli impegni per Pomigliano". Ha dichiarato con convinzione il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. "E' un svolta che senza enfasi si può definire storica sia per le relazioni industriali sia per tutta l' economia italiana. Un segnale positivo di fiducia nei confronti del Mezzogiorno che ne ha tanto bisogno in questo momento ma anche per tutto il sistema produttivo italiano. E' anche la migliore risposta ad una politica che si divide e fa fatica a cogliere gi interessi nazionali. La Fiat dimostra invece con senso di responsabilità che si può investire bene nel nostro paese. Anche sul piano internazionale é una iniezione di fiducia positiva per tutto il made in Italy. Spero che altre imprese seguano l'esempio della Fiat di riportare le produzioni in Italia, sfidando chi pensa di poter risollevare le sorti del nostro paese solo con le chiacchere".
"L'incontro con la Fiat - puntualizza anche Giuseppe Farina, leader Fim Cisl - ha confermato integralmente l'accordo sottoscritto da Fim Uilm Fismic, valorizzando l'ampio consenso dei lavoratori che attorno all'accordo si è realizzato. La conferma della produzione della Panda a Pomigliano e l'avvio degli investimenti è una notizia importante per i lavoratori e per il territorio di Pomigliano, perché da forza al Progetto Fabbrica Italia che prevede il rafforzamento della Fiat, aumenta la produzione di auto nel nostro paese, e incoraggia nuove possibilità di investimento nel Mezzogiorno. Un risultato che dà ragione ai sindacati - aggiunge Farina - che hanno accettato con responsabilità questa sfida. L'accordo - impegnativo per i lavoratori e per il sindacato - non aveva alternative. Sono sicuro che tutti i lavoratori della Fiat e quelli di Pomigliano in particolare, anche coloro che hanno votano no al referendum - conclude il leader Fim - apprezzeranno la prospettiva sicura del rientro al lavoro e un futuro che a questo punto appare più certo per loro e per le loro famiglie. Mi auguro che la Fiom,al di là delle opinioni espresse, voglia concorrere al successo del progetto Panda a Pomigliano".
Plaude all'intesa anche il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: "Il Governo saluta con grande soddisfazione la decisione delle parti firmatarie dell'accordo, relativo a nuovi investimenti per la produzione di vetture Panda a Pomigliano, di procedere all'attuazione dell'accordo stesso. Si tratta di una decisione altamente significativa per l'interesse nazionale e per quello in particolare del Mezzogiorno non solo perché rappresenta un consistente investimento destinato a garantire grandi volumi di lavoro ma anche perché esso e' per la prima volta il frutto non di interventi pubblici ma dell'autonoma capacità delle parti sociali di creare condizioni tali da rendere conveniente lo stesso investimento". Secondo il ministro del lavoro l'accordo "corrisponde a quell'idea di sussidiarietà in favore della duttile capacità delle parti sociali di adattarsi reciprocamente nelle diverse situazioni aziendali e territoriali che il Governo e' ulteriormente impegnato a promuovere attraverso l'ormai prossimo Piano triennale per il lavoro. Perdono tutti i profeti di sventura che ogni giorno hanno, come al solito, scommesso sul declino del Paese venendo ancora una volta sconfitti dalla prevalenza delle energie positive della società prima ancora che delle istituzioni".
Non cambia, invece, idea la Fiom come ribadisce il segretario generale, Maurizio Landini, che parla di una Fiat che non convince.
Per il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, "il progetto va avanti, grazie alla nostra intesa la Panda sarà prodotta a Pomigliano".
"Il senso di responsabilità è stato premiato e ora si può guardare al futuro liberandoci definitivamente da una fase di lunga incertezza per tanti lavoratori e tante famiglie campane - ha dichiarato Lina Lucci - segretario generale Cisl Campania - Pomigliano ha l'opportunità di diventare un modello positivo di recupero di produttività a fronte di meccanismi premianti per chi ci lavora e l'auspicio è che altri progetti di "delocalizzazione al contrario", con un rientro di investimenti dall'estero, prendano forma, soprattutto in quei segmenti di mercato a maggiore valore aggiunto, così da mettere un freno ad una situazione drammatica che coinvolge i giovani. Troppo spesso, infatti, i ragazzi o emigrano o se rimangono entrano in uno status di inattività: non studiano, non lavorano. Spesso smettono finanche di provare a cercare un'occupazione".
Di "grande giorno per Pomigliano" parla Giuseppe Terracciano, segretario generale Fim di Napoli. "Oggi è un grande giorno per Pomigliano d'Arco, per i suoi lavoratori e per quelli dell'indotto, insomma, per tutta la Campania. Ma l'arrivo della Panda al Giambattista Vico è anche la vittoria del sindacato positivo, determinato e responsabile, ed dei suoi iscritti, che la Fim ritiene di aver interpretato al meglio possibile in questi mesi di trattativa. Diamo atto alla Fiat di aver tenuto fede ai patti e di aver riconfermato, con i fatti, la saggezza di cui accreditavamo il top management e la fiducia nello stabilimento e nei suoi lavoratori. Quello del Lingotto è infatti un investimento impegnativo e di portata strategica che oggi finalmente fa tirare a tanti operai, e alle loro famiglie, un sospiro di sollievo. Ma non è questo il momento di abbassare la guardia: ora l'impegno di tutti deve essere massimo nel governare la corretta applicazione dell'intesa, dimostrando che quello di Pomigliano d'Arco è uno stabilimento in grado di competere con tutti, a livello nazionale e internazionale, come testimonia la scelta di Fiat di produrvi una vettura dai grandissimi numeri come la Panda".
Per la Fim napoletana la parola d'ordine, dunque, resta la stessa: responsabilità.
"Quella responsabilità - aggiunge Terracciano - che hanno dimostrato i sindacati firmatari dell'intesa, accettando una sfida impegnativa e di grande rilievo per lo sviluppo industriale ed occupazionale; quella stessa responsabilità che ci auguriamo, da oggi, possa ispirare, nell'interesse di tutti i lavoratori e delle loro famiglie, anche chi dall'intesa si è chiamato fuori, speriamo solo momentaneamente".
(Aggiornato al 9 luglio 2010)










