ETERNIT. Processo in corso, il sindacato si è costituito parte civile

SICUREZZA SUL LAVORO

 

Oggi ultima udienza del processo Eternit in corso a Torino prima della pausa estiva. Il livello della contaminazione è tale che a Casale Monferrato si continuerà a morire di amianto per almeno
altri quindici anni. Lo ha detto Vittorio Demicheli, direttore regionale della sanità piemontese,
durante la sua testimonianza al processo. Il problema è dovuto alla presenza di fibre, nel territorio,
che non è stato possibile eliminare del tutto. "Spero - ha aggiunto il direttore - che con l'andare del
tempo la forza dell'incidenza della malattia si riduca".

"A Casale si può parlare di epidemia da tumori di amianto. La definizione di epidemia è quando si verifica un'incidenza superiore all'attesa e questo è il caso. Perché mentre nel resto del mondo dove si usava amianto ci sono determinati livelli di incidenza, a Casale sono decisamente anomali e la cosa più singolare è che il livello di contaminazione è alto tra i residenti, non solo tra gli ex lavoratori. Questo in altre realtà non accade, ma a Casale i veri colpiti sono i cittadini  - ha spiegato ancora il direttore della sanità regionale Piemonte che si è costituita anch'essa, come i sindacati, parte civile in questo processo.

"Sino a quando si morirà di amianto a Casale?" Gli ha chiesto il procuratore Raffaele Guariniello.
"Questo tipo di tumore - ha spiegato Demicheli - è legato a una bassa esposizione e quindi ha una lunghissima latenza. Sono tumori che possono impiegare decenni a svilupparsi, stimo che ci si ammalerà almeno per altri 15 anni da oggi, ma potrebbero essere di più. Questo per la presenza ambientale delle fibre".

"Su 250 casi di tumore legato all'amianto ogni anno 50 sono nel casalese - ha detto il direttore
regionale. Finora la Regione Piemonte, ha stimato Demicheli, ha speso due milioni e 519milaeuro per la cura dei pazienti malati di mesotelioma negli ultimi 20 anni, dal 1990. Si tratta di spese dovute soprattutto al personale esperto, e in parte minore all'uso di macchinari o strutture. "La nostra Regione - ha precisato il teste - ha un'attenzione forte per gli studi epidemiologici. Da vent'anni studiamo i tumori da amianto e abbiamo un registro mesoteliomi attivato dal '90, ufficializzato col piano amianto nel 2001. Abbiamo 1965 nominativi fino al 2008, 839 sono i casi dal '97 per cui c'è la registrazione nella scheda di dimissioni ospedaliera facilmente analizzabile, per gli anni precedenti occorerà ricorrere a ricostruzioni più complicate". (Cdl)

(19 luglio 2010)

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