Manifestazione sindacati a Rosarno

Manifestazione sindacati a Rosarno

 

Rosarno (dal nostro inviato Andrea Benvenuti) - l'Italia del lavoro della legalità; l'Italia contro il razzismo e lo sfruttamento; l'Italia che vuole sconfiggere la crisi e l'indifferenza ha risposto alla chiamata della Calabria e di Rosarno, teatro di fatti di cronaca che negli ultimi mesi ha avuto le prime pagine dei media nazionali. Migliaia di persone da tutta Italia hanno partecipato al corteo unitario di Cisl, Cgil e Uil nella giornata universale della festa del lavoro e sono confluite nella piccola ma capiente piazza centrale della cittadina della piana di Gioia Tauro per il comizio finale dei leader confederali. Sulle note dell'inno nazionale i lavoratori e le lavoratrici italiani e stranieri hanno ricordato che il paese è unico da nord a sud, dalla Padania alle Valli del Mezzogiorno, dove gli stagionali con la mani del mondo raccolgono o frutti di questa terra. La crisi economica e sociale si sente. Da gennaio ad oggi qui a Rosarno dopo le violenze e gli scontro di gennaio scorso le cose non sono cambiate molto. La situazione rimane difficile: lo sfruttamento non è vinto, la criminalità non allenta la morsa ma lo Stato sta provando ad alzare la testa e lo testimoniano le recenti operazioni di polizia che hanno decapitato la rete dei caporali e i vertici della cosca Pesce.

"Siamo qui perché la legalità del lavoro la tutela dei diritti l'affermazione della solidarietà è alla base della coesione e convivenza civile" ha detto Raffaele Bonanni ai giornalisti prima del comizio. Il sindacato chiede risposte per i idritti e la dignità del lavoro e dei lavoratori stranieri che rappresentano il paradigma moderno della lotta allo schiavismo, il cancro che uccide la possibilità di sviluppo e benessere per tutti. Quindicimila persone hanno risposto alla chiamata dei sindacati. Braccianti stagionali operai impiegati donne e uomini tanti stranieri che sanno che la battaglia per la legalità è una battaglia di tutti in una terra che li ha accolti a metà, e che non gli riconosce in pieno i diritti di cittadinanza. La piazza non contiene tutti i partecipanti. La capienza è di un quinto inferiore, ma quando inizia a parlare Luigi Angeletti la piazza si stringe sotto il palco di una giornata estiva. Proprio il leader della Uil ha rimarcato la possibilità di vincere. La sfida della legalità e del lavoro. Non siamo condannati al declino, non è inevitabile. Lo dice questa piazza lo dice questa giornata " .

La piazza ha accolto con un grande applauso l' intervento di Raffaele Bonanni a testimonianza del grande sforzo organizzativo della Cisl. "Siamo qui in amicizia con la popolazione di Rosarno, siamo qui in amicizia tutti insieme - ha detto Bonanni -. Lavoro, legalità, solidarietà sono le parole chiave di questa primo maggio che festeggiamo nel quadro di una crisi difficile con meno lavoro e benessere. In tutta Italia i lavoratori chiedono ai governi di globalizzare i diritti sociali, di contenere lo strapotere della finanza e dei mercati sulla dignità della persona. La Cisl chiede di ribaltare questa logica, chiede partecipazione e coesione sociale. Chiediamo ai governi di intervenire contro le violazioni del lavoro nel mondo: in Colombia e in Cina, a Cuba e in Birmania dove governi e regimi calpestano i diritti del lavoro della persona e del sindacato. La crisi globale ha punte vergognose anche in Italia con le nuove forme di schiavismo che vanno soffocate".

Bonanni ha quindi ringraziato il lavoro delle forze dell'ordine contro la criminalità e coloro che soffocano l'azione delle forze buone della società e dell' economia.
La Cisl chiede inoltre al governo interventi concreti, la riforma fiscale innanzitutto ma anche una più decisa lotta al lavoro nero e all' evasione fiscale, e una coesione per politiche attive del lavoro. "La politica è divisa; noi nel sindacato abbiamo tra noi opinioni diverse ma siamo insieme ogni giorno nella difesa dei posti di lavoro sui luoghi di lavoro", ha concluso Bonanni. 

Anche Epifani ha messo l'accento sulla coesione nazionale e sullo stretto rapporto tra lavoro e immigrazione nella lotta per i diritti. La integrazione è difficile ma "è assurdo colpire gli stranieri, i loro figli nelle scuole e le loro famiglie in questa società", ha detto il leader della Cgil. "Un paese civile non può costruire puntando sulla precarietà dei lavoratori. Ci sono in Italia tante Rosarno oggi in Italia e non solo nel Sud, ma anche nelle periferie delle città industriali del nord. Vogliamo cambiare questa Italia contro le mafie, dalla parte della magistratura e delle forze dell'ordine".

La parola d'ordine è liberarsi dalla morsa delle mafie con un segnale di speranza. Per chi non si rassegna,  "il valore del lavoro fa la differenza. Non lasciamo soli nessuno. Rosarno è l'Italia e l'Europa".

Il sindacato italiano parla la stessa lingua su questi temi. Insieme, Cisl, Cgil e Uil possono incidere sulle forze non sane, a cui sole conviene il declino dell'Italia.

1 maggio 2010

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Quattro anni dopo Locri, Cisl, Cgil e Uil tornano in Calabria, questa volta a Rosarno, per celebrare la Festa del Lavoro in un luogo simbolo della lotta all'illegalità e allo sfruttamento.
Nel 2006 la manifestazione si tenne a Locri, a sei mesi dall'omicidio del vicepresidente del consiglio regionale Francesco Fortugno. Oggi il corteo si svolgerà a Rosarno, a soli tre mesi dagli scontri tra immigrati, impiegati nella raccolta degli agrumi e parte della popolazione locale. In questo primo maggio, così come quattro anni fa, i sindacati scenderanno in piazza per riaffermare il valore della legalità e appoggiare i calabresi che combattono con la 'ndrangheta, ostacolo al vivere civile e alla sviluppo produttivo del Mezzogiorno. Ma anche per porre al centro dell'attenzione i temi dell'integrazione e dell'accoglienza degli immigrati. Perché siano considerati una risorsa e non forza lavoro da sfruttare. Tanto più che nel 2009 sono stati proprio gli stranieri a sostenere l'occupazione con 147 mila nuovi posti di lavoro contro i 527 mila persi dagli italiani.

Negli ultimi giorni la partecipazione alle iniziative di lavoratori, disoccupati e pensionati calabresi è stata fortissima. "La celebrazione della Festa del Lavoro a Rosarno - afferma il segretario generale della Cisl regionale, Paolo Tramonti - è un'occasione unica per mettere in luce nel panorama nazionale un'altra Calabria, quella ampiamente maggioritaria, degli onesti e delle tante forse sane che quotidianamente si battono per costruire un futuro migliore e diverso per le nostre comunità". La scelta di celebrare il primo maggio a Rosarno, secondo il segretario generale della Fnp di Catanzaro, Antonio Maio, permette di "incentrare la ricorrenza, oltre che sui tradizionali temi del lavoro, anche su quello dell'integrazione". Una scelta "obbligata", poiché oggi il tema del lavoro è "strettamente collegato a quello dell'accoglienza degli immigrati e della legalità".
Alla partecipazione della gente fanno da contraltare, in queste ultime settimane, i tanti arresti eclatanti messi a segno da magistratura e forze dell'ordine. "Questo - sottolinea il segretario generale della Fai Augusto Cianfoni - è il momento dei civici doveri ma lo Stato non può fare molto nel lungo periodo se organizzazioni delle imprese agricole e sindacato non si danno straordinari affidamenti per governare quel difficile Mercato del lavoro, caratterizzato da un permanente squilibrio tra domanda e offerta". Secondo il segretario della Fai a Rosarno vanno rilevate due circostanze: la prima che non sono le aziende agricole, principalmente, a consumare tali, disumani sfruttamenti, ma quei commercianti che acquistano i prodotti sulla pianta e massimizzano i loro profitti prima a danno degli agricoltori e poi dei raccoglitori; la seconda circostanza è la endemica fragilità di quelle aziende agricole, per lo più in tutto il Mezzogiorno. "Non è il tempo per fare processi politici - aggiunge Cianfoni - alle molte responsabilità che quelle debolezze hanno mantenuto. Ora occorre aiutare urgentemente con misure cospicue, ma condizionate, quegli agricoltori a diventare imprenditori. Bisogna sostenerli, in un certo senso obbligarli, verso tutte le migliori forme di associazionismo a cominciare dalla Cooperazione".

"La decisione delle segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil di celebrare la Festa del Primo Maggio a Rosarno - conclude anche il segretario confederale organizzativo della Cisl nazionale Paolo Mezzio - va proprio in direzione di tenere accesi i riflettori su questa parte del Paese". Secondo Mezzio "a questo grande evento il mondo del lavoro calabrese saprà come sempre corrispondere con il massimo di presenza e partecipazione mettendo in luce nel panorama nazionale la Calabria degli onesti e delle tante forze sane che quotidianamente si battono per l'affermazione dei diritti e per costruire un futuro migliore e diverso, soprattutto a vantaggio delle nuove generazioni".


I. S.

30 aprile 2010

BONANNI: "Un Paese più giusto e più solidale"

1° MAGGIO NEL MONDO. Tutti in piazza: una Festa globale

Elezioni tese in Gran Bretagna; tensione alle stelle in Grecia. Crisi madrilena con contorno di paesi europei che scoprono conti traballanti. Governi che in tutto il mondo tirano una coperta già corta. Ecco cosa chiedono i sindacati europei ed internazionali.

SINDACATI. Per una Calabria della legalità

TUTTE LE PIAZZE DELLA FESTA DEL LAVORO

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