Il Consiglio dei Ministri spagnolo ha approvato un piano decennale di riforma dell'economia, con l'obbiettivo di rendere il Paese meno dipendente dal settore dell'edilizia e creare una crescita più ampia e sostenibile. Il progetto di legge, che dovrà ora passare al vaglio del Parlamento, prevede un controllo più rigido del settore finanziario - con l'obbligo per le aziende quotate in Borsa di informare gli azionisti sull'entità dei salari dei dipendenti - e benefici fiscali per chi intende creare una piccola impresa; bonus anche per le aziende che investono nella ricerca e sviluppo e un maggiore sostegno dello Stato agli esportatori.
Il premier socialista José Luis Rodriguez Zapatero ha definito la legge fondamentale "per il presente del Paese, perché dovrà contribuire alla ripresa economica e alla creazione di posti di lavoro, e per il futuro, dato che rappresenta un nuovo schema di crescita". La Spagna ha cavalcato per decenni il boom dell'edilizia, principale pilastro - insieme al turismo - del "miracolo spagnolo": il settore rappresentava quasi il 20% del Pil; dopo lo scoppio della bolla immobiliare, in concomitanza con la crisi economica globale, Madrid è entrata in recessione dal terzo
trimestre del 2008 con un tasso di disoccupazione che ha raggiunto il 19%. (Apcom)
(19 marzo 2010)










