Venti operai dello stabilimento Fiat di Kragujevac (centro della Serbia), giudicando le condizioni di lavoro troppo dure e impegnative, hanno deciso di lasciare la fabbrica per far ritorno all'impianto Zastava dove erano impiegati in precedenza. A riferirlo è oggi il quotidiano Danas, secondo il quale una quarantina di altri dipendenti del gruppo italiano starebbero meditando di fare la stessa cosa. Secondo il giornale, l'insoddisfazione deriverebbe dal fatto che i loro salari non sarebbero granchè superiori a quelli percepiti alla Zastava dove però l'impegno lavorativo era molto inferiore.
In realtà, secondo quanto si è appreso, i venti operai che hanno rinunciato al posto di lavoro hanno
tutti oltre 50 anni. In base al contratto di assunzione, dopo un periodo di prova di due mesi, potevano poi decidere eventualmente di far ritorno alla Zastava (uno stabilimento ormai in via di liquidazione), dove per loro sono previsti sussidi e incentivi in vista della pensione. Sembra che tutti abbiano optato per i sussidi, rinunciando a ritmi di lavoro sicuramente più frenetici e impegnativi rispetto a quelli della loro vecchia Zastava.
Danas cita uno degli operai in questione, il quale "tra lavorare duro e la sua salute, ha scelto la salute". "A Kragujevac prevale l'opinione secondo cui gli operai locali non sono abituati alle condizioni, agli standard e alle dinamiche di lavoro dei grandi gruppi industriali come la Fiat", scrive Danas. (Ansa)
(19 marzo 2010)










