Pistonina (Cisl Firenze): un Pd strabico e "a vocazione minoritaria"

Apprendiamo che il Pd metropolitano e cittadino di Firenze ha dato l'adesione e intende partecipare con una propria delegazione, guidata dal segretario metropolitano Simone Naldoni e dal segretario cittadino, Alfredo Esposito alla manifestazione di domani a Firenze indetta dalla sola Cgil. Ancora una volta, e non è la prima a Firenze, constatiamo con dispiacere che i vertici del Partito Democratico, che dovrebbero riassumere le sensibilità di tutte le componenti del partito stesso, sono invece strabici e unidirezionali. Non si capisce infatti perché prendano parte ufficialmente ad una manifestazione indetta da una sola organizzazione sindacale e che ha come obiettivo anche politiche sindacali accettate e sposate dall'intera società civile, compresi gli altri sindacati confederali Cisl e Uil. Chi guida il Pd fiorentino dovrebbe essere molto più cauto, visto che molti elettori del centrosinistra ed anche autorevoli esponenti dello stesso Pd, hanno condiviso la linea di Cisl e Uil su temi come la riforma della contrattazione. E scendere in piazza domani a fianco della Cgil, significa quindi, di fatto, prendere una posizione anche contro Cisl e Uil. E non ci si dica che il Pd sta accanto a chi manifesta un disagio per politiche sbagliate da parte del governo. Perché quando noi abbiamo indetto iniziative di piazza su un tema ampiamente condiviso come la necessità di un fisco più equo per lavoratori dipendenti e pensionati, basti citare quelle recenti a Firenze ed a Prato, questi signori si sono guardati bene dal farsi vivi. Il Pd fiorentino invece si schiera sulla linea della Cgil che in piazza fa demagogia, avversando la riforma del modello contrattuale, e poi nella sostanza firma di soppiatto tutti gli accordi ed i rinnovi contrattuali che vengono fatti con quella metodologia di rinnovo da un anno a questa parte. Cisl e Uil insieme rappresentano ben oltre la metà dei lavoratori e dei pensionati italiani. Assieme a loro hanno sottoscritto l'intesa sulla riforma della contrattazione tutte le associazioni di categorie di tutti i settori. Scegliere di stare con la Cgil contro tutto il resto del mondo del lavoro e dell'economia italiano contraddice l'ambizione "maggioritaria" vantata dal Pd e lo condanna invece ad un ruolo di minoranza arrabbiata del Paese.

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