Nonostante gli impegni presi dalla Regione Siciliana la Cisl e la Cisl Scuola catanese denunciano il forte clima di tensione che si è venuto a creare tra i 4.500 operatori della formazione professionale di Catania per il cronico ritardo nella corresponsione degli stipendi. In Sicilia, tale personale arriva a 10mila unità, tutti nella stessa precaria situazione.
«Nonostante gli impegni precisi sottoscritti dal governo regionale e dallo stesso presidente Lombardo a seguito di scioperi e mobilitazioni da noi organizzati - dice Giuseppe Denaro segretario generale della Cisl Scuola etnea - a oggi i lavoratori e le loro famiglie sono lasciati soli nella loro disperazione e nell'incertezza del domani».
«I lavoratori della formazione professionale - aggiunge Denaro - con le loro competenze e collaudate esperienze garantiscono un servizio qualificato e puntuale nel territorio, teso a sviluppare e potenziare la molteplicità delle opportunità di formazione di giovani e adulti e di inserimento nel mondo del lavoro. Così facendo, la politica disconosce la validità di tale servizio, tanto da permettersi di violare non solo i diritti ma anche la dignità dei lavoratori. Per quanto ci riguarda, la Cisl continuerà la battaglia al loro fianco, perché si metta fine e da subito al loro "calvario"».
Alfio Giulio, segretario generale della Cisl di Catania, si rivolge al presidente Lombardo perché con «un atto straordinario, nel giro di un paio di giorni, abbatta l'iter burocratico perché i lavoratori della formazione possano godere di un loro diritto. In tale senso si dia seguito all'appello lanciato giorni fa dal segretario della Cisl siciliana Bernava. I lavoratori e le loro famiglie sono ormai al limite della resistenza e, in un periodo così delicato, aggravato dalla crisi generale, si mette a rischio la tenuta sociale e si contribuisce a fare consumare dei veri e propri drammi familiari».










