Fim Cisl: da settore ferroviario si riavvii la politica industriale italiana

L'annuncio da parte di Trenitalia dell'allungamento dei termini per l'ammissione alla gara dell'alta velocità rende evidenti le difficoltà per i costruttori che parteciperanno alla gara e al contempo ripropone alcuni nodi che riguardano il sistema paese, le sue infrastrutture, la sua industria manifatturiera. Questo il punto di vista di Marco Bentivogli, segretario nazionale Fim Cisl

Trenitalia richiede giustamente un treno innovativo, con specifiche impegnative, guardando al futuro. L'innovazione non è eludibile, ma deve essere realizzabile.

Le osservazioni tecniche che i costruttori hanno posto - osserva Bentivogli - è sperabile abbiano risposte celeri e ciò darà il chiaro senso della realizzabilità dei treni richiesti. Il settore ferroviario, specie in un momento di crisi, rappresenta un settore di investimento anticiclico per avere un paese più forte e moderno. E' un settore fatto di grandi aziende (nazionali e straniere), in cui si avvertono difficoltà: è stato appena siglato un accordo sugli scarichi di lavoro in AnsaldoBreda e per Fervet, Firema, Keller, Ferrosud la situazione non è certamente migliore. Lo stesso vale per le aziende straniere con insediamenti produttivi in Italia come Alstom e Bombardier. Per le aziende italiane c'è un problema di frammentazione eccessiva resa ancora più evidente in un momento di crisi.

Il rischio è il passaggio da una realtà frammentata ad occasioni di dumping, foriere di monopoli che possono sia cancellare l'esperienza italiana nella produzione di materiale rotabile, sia ridimensionare la presenza in Italia dei concorrenti esteri.

Per la Fim Cisl è necessaria una maggiore attenzione politica che può configurarsi come un'occasione storica di modernizzazione del paese attraverso: l'alta velocità, i treni regionali/pendolari, le metropolitane, i due anelli ferroviari nelle grandi città come Roma (ancora sulla carta) e Milano, il trasporto merci. Un piano complessivo da sostenere con richieste di innovazione ai costruttori e con un rinnovato intervento pubblico, nazionale e regionale, per valorizzare le eccellenze e l'occupazione nel settore oltre che la qualità della vita delle persone. Su questi temi il sindacato metalmeccanico alcuni mesi fa ha lanciato, unitariamente, l'iniziativa "il treno contro la crisi". E' il momento di risposte di grande respiro - conclude Bentivogli - che vadano oltre le scadenze elettorali e le polemiche politiche di piccolo cabotaggio mettendo insieme le migliori capacità di lungimiranza politica e di coalizione per battere la crisi uscendone in modo virtuoso.

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