Conto alla rovescia per la manifestazione in programma a Udine per venerdi' 19 marzo, che vedra' i lavoratori dei settori pubblico e privato incrociare le braccia per 8 ore contro la rassegnazione e la crisi. Quattrocentotrentuno assemblee in 345 aziende per un totale di 13.985 lavoratori coinvolti sono i numeri con cui Cgil, Cisl e Uil scenderanno in campo. Le assemblee hanno interessato tutti i comparti produttivi, ma anche i pensionati. ''Si e' trattato - spiegano i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil Alessandro Forabosco, Roberto Muradore e Fernando Ceschia - di momenti preziosi di racconto ed ascolto: abbiamo incontrato persone allo stremo e registrato preoccupanti segnali di rassegnazione. Le assemblee che abbiamo svolto ci hanno dato la conferma che da troppo tempo i soggetti collettivi non sono in grado di dare risposte collettive''. La manifestazione prevede un concentramento alle ore 9.30 in piazza I Maggio. Poi il corteo si snodera' tra Piazza Patriarcato, Via Piave, Via Vittorio Veneto, Via Mercatovecchio, Via Paolo Sarpi, Via delle Pelliccerie, per approdare in piazza San Giacomo, dove alle 11 si terra' il comizio.
Sul palco si alterneranno i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Alessandro Forabosco, Roberto Muradore e Fernando Ceschia, e a seguire un pensionato, un giovane, un extracomunitario e un rappresentante del Comitato per l'Autonomia del Friuli. L'invito dei sindacati per la piazza e': ''Non bandiere dei partiti, ma tante fasce tricolori dei Sindaci''. Cosi' Cgil, Cisl e Uil chiamano a raccolta tutti gli attori del territorio, a partire da chi rappresenta la comunita'. Una comunita', stando alle parole di Forabosco, Muradore e Ceschia, ''in profonda decadenza materiale e morale e che ha bisogno di di uno sforzo congiunto e unitario per uscire dalla crisi''. ''Ci vogliono le idee, che mancano, politiche di sviluppo, un salto di qualita' - affermano i sindacalisti - per individuare misure e strumenti a sostegno dei lavoratori, ma anche delle imprese''. L'appello e' indirizzato a politica ed istituzioni, ritenute incapaci di dare risposte concrete e decisive. ''Non e' uno sciopero contro una parte politica'', chiariscono i tre sindacalisti, ricordando la protesta unitaria del 2005 contro il Governo di Riccardo Illy, allora presidente della Regione Friuli Venezia Giulia. ''Per uscire dalla crisi - concludono i tre segretari - occorrono si' ammortizzatori sociali e strumenti di sostegno per conservare l'ambito della produzione, ma soprattutto occorrono progettualita' concrete e fattive per disegnare il nostro futuro''.










