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Cisl Calabria: riprogrammazione fondi Fas sarebbe un duro colpo

«Le recenti dichiarazioni del ministro Scajola circa la volontà del Governo di 'riprogrammarè i Fas, se confermate, rappresenterebbero un duro colpo, l'ennesimo, per la nostra regione». Lo afferma, in una nota, il segretario generale della Cisl calabrese, Paolo Tramonti.
«Va a questo proposito ricordato - prosegue Tramonti - come il programma attuativo del Fas Calabria sia giunto da tempo nella sua fase conclusiva dopo aver superato tutti i previsti passaggi a livello politico, istituzionale, amministrativo e di concertazione che hanno portato alla definitiva
approvazione, avvenuta nello scorso mese di agosto, da parte del Consiglio regionale. Tale percorso, peraltro, è perfettamente in linea con quanto analogamente effettuato da altre Regioni, come la Sicilia, che si sono già viste riconoscere le risorse loro assegnate. È difficile comprendere a questo punto le ragioni per cui si dovrebbero usare, per casi simili, due pesi e due misure dal momento che il Par-Fas Calabria attende solo l'approvazione da parte del Cipe per essere pienamente operativo. Ad oggi infatti non esistono nè alibi nè giustificazioni da parte del Governo per la definitiva assegnazione dei finanziamenti che, per quanto riguarda la nostra regione, assommano a 1.7 miliardi di euro, necessari, così come si evince dal programma, per sostenere processi di crescita e di sviluppo dei nostri territori».
Per Tramonti «tutto ciò assume oltretutto particolare rilevanza in un momento difficile come l'attuale in cui la crisi economica continua a mordere le nostre comunità e va pertanto contrastata con risorse ed investimenti urgenti finalizzati al rilancio del tessuto economico e produttivo, alla qualificazione della rete infrastrutturale, alle politiche ambientali, al miglioramento della qualità della vita, alla creazione di nuove opportunità di lavoro e di occupazione per i giovani. Sarebbe a questo punto veramente grave e inaccettabile l'eventualità di una ulteriore distrazione di risorse a danno della nostra Regione, soprattutto dopo che è già stato fatto saltare il vincolo di destinazione (85% al Mezzogiorno, 15% alle altre aree) avendo il Governo fatto ripetutamente ricorso a questi fondi per finanziare spese di altre Regioni, soprattutto del Nord».

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