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Telecomunicazioni. Lonati (Fim Cisl): basta spot, il governo passi ai fatti.

Tutti affermano che il Settore della Information Comunication Tecnology è strategico per la modernizzazione del sistema paese, ma pochi, a partire dal Governo, sembrano occuparsene realmente. E così le aziende del settore muoiono ogni giorno un po': le grandi multinazionali presenti in Italia, da Ericsson Marconi ad Alcatel Lucent a Nokia Siemens, stanno pesantemente riducendo la propria presenza nel nostro paese; prima liberandosi di tutte le attività produttive, esternalizzando o delocalizzando, oggi addirittura dismettendo (vedi Nokia Siemens) attività significative di ricerca e sviluppo.

Il nostro Paese, che ha vantato aziende leader nel settore Tlc (Marconi, Italtel, Telettra), oggi ha affidato tutto il comprto ai grandi player mondiali. E' rimasto un ultimo scampolo di italianità: Italtel. Questa azienda, ben lontana dai ventimila addetti degli anni ottanta, oggi ne conta meno di duemila e ha dichiarato in questi giorni un'eccedenza di quasi 500 lavoratori.

Anche le aziende di installazione telefoniche (Sirti, Sielte) hanno in corso pesanti processi di riduzione degli organici.

Tutte le aziende del settore lamentano mancanza di investimenti: Telecom ha ridotto gli interventi sulla rete esistente, mentre della nuova rete di banda larga e degli interventi per il superamento del "digital divide", si parla soltanto. L'investimento pari a 1,4 miliardi di Euro annunciato dal viceministro Paolo Romani (la piccola Finlandia ha investito tre volte tanto) non ha trovato alcuna copertura finanziaria da parte del ministero dell'economia per il 2009 e, a quanto risulta, anche per il 2010.

La Fim Cisl denuncia la gravità della situazione e l'irresponsabilità del governo al riguardo. Se si vogliono salvare migliaia di posti di lavoro qualificati, bisogna consentire ad aziende strategiche di uscire positivamente dall'attuale crisi, permettendo al nostro sistema-paese di rimanere tra i primi  nel settore delle Tlc. A partire dalla riunione del Consiglio dei Ministri fissata per domani, la Fim Cisl si attende perciò provvedimenti concreti a favore del settore.

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