Lorenzon (Cisl Treviso) interviene su questione lavoratori irregolari scoperti in questi giorni

"Esprimo vivo apprezzamento per l'attività compiuta da Questura e Prefettura per regolarizzare il lavoro nei laboratori cinesi, che dimostra la validità delle nostre istituzioni locali cui tutti dobbiamo fare riferimento".

Franco Lorenzon, segretario generale Cisl Treviso, interviene sull'attività delle istituzioni che hanno scoperto in queste settimane molti laboratori irregolari nella Marca, e chiede l'intervento di tutti per evitare che questi fenomeni si propaghino.

"Dall'attività svolta emergono chiari alcuni elementi - prosegue Lorenzon -. Innanzitutto che il trattamento dei lavoratori è intollerabile sotto qualsiasi punto di vista: salario, orario, salute; senza scomodare la previdenza. Le condizioni di irregolarità e/o clandestinità sono un ulteriore sfruttamento imposto e non scelto dai lavoratori. Poi va rilevato che troppo spesso i cinesi sono gli esecutori, e i "mandanti" sono italiani. In questo modo non si fa altro che realizzare anche una concorrenza sleale nei confronti di altri imprenditori che invece operano in maniera regolare".

"E' necessario - aggiunge ancora il segretario della Cisl trevigiana - mantenere il tessuto economico e sociale dentro il perimetro della legalità, specialmente ora che la crisi economica impone a tutti uno sforzo ulteriore. Diversamente è prevedibile una rottura di quella coesione sociale che da sempre sta alla base delle fortune nel nostro modello di sviluppo. Le associazioni di rappresentanza devono fare tutte quadrato contro questi fenomeni degradanti per l'uomo e per la nostra comunità. Non ci sono vantaggi che possano pagare il prezzo dell'accettazione colpevole di un simile sfruttamento".

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