Cisl milanese: Da green economy 10 mila posti di lavoro nella città

Diecimila nuovi posti di lavoro solo a Milano. È il contributo all'occupazione dell'economia ecosostenibile (green economy) secondo la Cisl di Milano e Legambiente Lombardia, che hanno organizzato oggi il convegno "Sostenibilità ambientale: un lusso o una necessità?".
«La green economy - ha spiegato il segretario della Cisl milanese Giuseppe Saronni - è una
straordinaria occasione per rendere migliore la qualità della vita in un contesto ambientale più sano e un eccezionale volano per creare nuovi posti di lavoro e nuove figure professionali». Secondo il sindacato di via Tadino, infatti «il comparto potrebbe dare un impiego ad almeno 10 mila persone, in particolare in vista della realizzazione dei progetti per l'Expo 2015 e del Piano generale del territorio».
L'economia ecosostenibile, secondo Marco Frey, docente alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa «non è una moda ma l'insieme integrato di quattro diversi ambiti e attori: green policies (politiche ecosostenibili) da parte delle istituzioni, green management (gestione aziendale ecosostenibile) da parte delle imprese, green technologies (tecnologie ecosostenibili, ndr) da parte del mondo della ricerca e comportamenti green oriented (rispettosi dell'ambiente, ndr) da parte dei consumatori». Frey sostiene che «l'implementazione di un sistema economico ecologicamente sostenibile richiede l'impegno e il coinvolgimento di tutte le parti in causa: politica, aziende, ricerca, a cominciare dalle università, e cittadini». Quanto all'Italia, il paese si trova in coda agli stati più avanzati nella classifica del "green public procurement", gli acquisti di beni e servizi a basso impatto ambientale da parte della pubblica amministrazione. Il docente ha poi indicato la crescita degli investimenti mondiali in energie rinnovabili, passati dai 27,1 miliardi di dollari nel 2005 ai 33,5 miliardi del 2006 e ai 42,1 miliardi del 2007.
Secondo Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, «la nostra Regione non può limitarsi a fotografare passivamente la grave crisi del territorio, ma deve guidare il cambiamento con atti concreti che fino ad ora npn si sono ancora visti». Rispetto ai tempi della politica, infatti, l'economia appare più dinamica: «Mentre la politica volta lo sguardo altrove - ha indicato Di Simine - le imprese continuano a credere, investire e creare occupazione nella green economy». Il segretario di Legambiente ha poi citato un sondaggio condotto dall'organizzazione secondo il quale «l'83% delle imprese conuinua ad investire nella green economy nonstante la crisi e la battuta d'arresto del summit sul clima di Copenaghen».

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