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Cisl milanese: solo 1 italiano su 3 crede nel valore dello studio

Otto italiani su dieci vedono nero o grigio il futuro occupazionale dei giovani e solo uno su tre crede che gli studi aiutino 'moltò per affermarsi anche se, per il 50%, a ragazzi e ragazze «non importa troppo avere un buon lavoro». È quanto emerge da un'indagine commissionata da Job (mensile free press della Cisl di Milano) a S&G Kaleidos su un campione rappresentativo di persone tra i 18 e 64 anni e oltre. Per gli italiani, insomma, il futuro occupazionale dei giovani è pieno più di ombre che di luci: il 46,6% lo vede addirittura nero, il 35% grigio e appena il 33,9% pensa che l'istruzione sia "molto importante per affermarsi professionalmente". Uno su due, poi, crede che ai giovani non importi più di tanto avere un buon lavoro. In particolare, il 46,6% pensa che il futuro lavorativo sia "nero e tutto da rifare", il 35% "grigio, non vedo grossi cambiamenti all'orizzonte", mentre appena il 18,4% lo vede "roseo e confida in una svolta positiva".
«Serve un salto culturale, l'Italia è un Paese con l'ascensore sociale bloccato, che non premia la
meritocrazia e non valorizza le nuove leve. Non a caso tanti se ne vanno all'estero» commenta Sabria Sharif, responsabile del Coordinamento giovani della Cisl di Milano. La riprova dell'ingessatura italiana è nelle risposte alla domanda su quanto sia importante una buona istruzione per fare strada nel mondo del lavoro. Risponde "molto" solo un intervistato su tre (33,9%), mentre il 42,3% dice "abbastanza", il 23,8% "poco" (oggi sono altre le qualità che contano). Non solo, la maggioranza (58,9%) ritiene che quello dell'occupazione giovanile sia un problema italiano (per il 41,1% è globale).
La speranza sembra però essere l'ultima a morire: il 45,5% invita, infatti, i giovani a "tenere duro",
mentre il 34,4% consiglia di andare all'estero, perchè il nostro è un Paese di veline, tronisti e
calciatori (il 20,1% dice che non saprebbe che suggerimento dare). Nel complesso, però, quasi il 50% degli italiani invita le nuove generazioni a darsi una mossa: alla domanda secondo lei quanto tengono i giovani a una buona occupazione?, il 41,9% risponde poco, vorrebbero il massimo con il minimo sforzo e l'8% per nulla, non ci pensano lo vedono come un problema lontano. Indica, invece, molto, la maggior parte studia per affermarsi il 15,3% e abbastanza, la maggioranza punta al guadagno alto il 34,8%.

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