Uno "scudo" per proteggere i cantieri del Ponte sullo stretto di Messina dalle infiltrazioni della criminalita' organizzata. E' l'obiettivo del protocollo d'intesa siglato oggi al Viminale - alla presenza del ministro dell'Interno, Roberto Maroni - tra il prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta, l'ad della Stretto di Messina spa, Pietro Ciucci, l'ad della società di progetto Eurolink spa, Michele Leone e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali nazionali dei lavoratori edili Antonio Correale della Feneal Uil, Domenico Pesenti della Filca Cisl, Walter Schiavella della Fillea Cgil.
L'intesa riguarda la realizzazione della cosiddetta Variante di Cannitello, la deviazione di circa un chilometro del tratto ferroviario Napoli-Reggio Calabria per fare spazio ad uno dei due piloni - quello calabrese - sui quali si reggerà il ponte. Un'opera da 30 milioni di euro per 18 mesi di lavoro. Il protocollo, ha osservato Maroni, ''è un punto di svolta importante nella direzione di mettere insieme tutte le forze in campo per realizzare le opere mettendole in sicurezza sotto il profilo dell'antimafia''.
''La lotta alla mafia, alla criminalità organizzata, alla illegalità non si fa soltanto con le forze dell'ordine o con la magistratura, ma anche con l'impegno delle forze sociali'', ha affermato il segretario generale della Filca-Cisl, Domenico Pesenti. ''Il protocollo - ha detto - costituisce un passo importante nella direzione del controllo e della tracciabilità dei flussi finanziari e della selezione della manodopera''.
Pesenti ha affermato che parteciperà anche la Filca Cisl al tavolo di monitoraggio dei flussi di manodopera, che sarà costituito presso la Prefettura di Reggio Calabria, per mantenere il raccordo con le altre attività di controllo antimafia. ''Il nostro auspicio - ha sottolineato Pesenti - è che si possa intervenire anche verso la selezione delle imprese, tutelando quelle sane e regolari ed escludendo dal mercato quelle irregolari''. (cdl)
(10 marzo 2010)










