di Ester Crea
Hanno resistito più di un mese fra disagi (vivono nelle celle del vecchio carcere di massima sicurezza) e la lontananza dalla famiglia gli operai dell'industria chimica Vinyls di Porto Torres, che da 30 giorni occupano l'isola dell'Asinara, ribattezzata Isola dei Cassintegrati. Oggi ad incontrare gli operai in esilio volontario si è recato il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci.
Domani - ha annunciato il presidente della Giunta - verrà pubblicato il bando d'acquisto internazionale della Vinyls.
"Entro questo venerdi - ha spiegato il governatore che domani incontrerà a Roma i vertici di Eni - l'Eni e la Ramco dovrebbero raggiungere un accordo vincolante sull'acquisto del cloro di Assemini".
Sarebbe questa la condizione essenziale posta dalla società araba per l'acquisto successivo per gli impianti Vinyls. Al termine del faccia a faccia con il presidente della Giunta regionale, i lavoratori gli hanno consegnato un documento nel quale chiedono che sia proprio il presidente
della Regione, a nome dei sardi, a convocare immediatamente "un tavolo dove sia presente il Governo, l'Eni, i sindacati confederali, di categoria e territoriali, due nostri rappresentanti scelti dal Comitato di Lotta Torre Aragonese e Asinara".
"L'Eni e il Governo - si legge nel documento - dovranno dire in quella sede pubblicamente le proprie intenzioni sul territorio, sulla questione Vinyls, sul Petrolchimico e la chimica sarda, per uscire una volta per tutte dall'ambiguità e dall'incertezza che li hanno fino ad ora contraddistinti.
Ciascun soggetto - concludono i lavoratori - si assuma definitivamente le proprie responsabilita".
I lavoratori hanno riferito al Governatore che non c'è tempo da perdere: "Rimangono venti giorni di tempo per evitare il fallimento - hanno detto gli operai -perchè entro quella data i commissari
non hanno più liquidità.
Intanto sostenitori alla loro lotta aumentano: quasi 80 mila contatti su Facebook, centinaia sinora le visite da parte di sindacalisti, di politici, di giornalisti, di operai di altre aziende, di familiari e amici.
"Un modo originale, ma fermo, per dire basta con questa precarietà del lavoro", ha commentato Giovanni Matta, segretario regionale della Cisl Sardegna. "Alla Rai prende il via L'isola dei famosi - aveva annunciato uno degli operai sbarcati lo scorso 25 febbraio ai funzionari del Parco - qui all'Asinara noi da oggi cominciamo 'L'isola dei cassintegrati' e non ce ne andremo fino a quando non sapremo qualcosa sul nostro destino".
Sul Parco hanno trovato la solidarietà degli operai forestali e di alcuni pastori del Nuorese inviati all'Asinara per catturare decine di esemplari di capre selvatiche presenti in numero elevato sull'Isola. Tra una partita di calcetto e una passeggiata in mezzo alla natura selvatica gli operai
attendono notizie sul futuro della loro azienda.
Quello ideato dalle tute blu non è uno show per far impennare l'Auditel, ma una provocazione per attirare l'attenzione nazionale sulla vertenza dello stabilimento turritano, sfruttando la notorietà dell'ex Cajenna del Mediterraneo. Sono 121 i dipendenti della Vinyls, società in amministrazione straordinaria da sei mesi, e una sessantina quelli dell'Eurocoop spediti a casa dopo la chiusura degli impianti del pvc e del vcm.
Sul fronte delle trattative per la cessione dell'azienda si attende metà aprile quando gli stabilimenti potrebbero passare alla società araba Ramco. Sulle aperture e disponibilità di Eni gli
operai vanno cauti e prima di gioire si aspettano fatti. Mentre ad alcuni dipendenti della Polimeri Europa di Porto Torres che sono andati a trovarli si conferma che nel prossimo futuro è indispendabile la fusione della lotta Vinyls e della Polimeri per un bene comune. Intanto i cassintegrati continuano a ricevere giornalisti non solo italiani ma anche provenienti dall'estero, come la Francia, con interesse dei media anche dall'Irlanda, l'Australia, il Messico.
"Quella sull'Isola - hanno spiegato nel diario quotidiano su La Nuova Sardegna - è una esperienza che ci sta cambiando. Avevano ragione i prigionieri austro-ungarici che vedevano nella natura
dell'Asinara l'unico conforto alla misera condizione". I cassintegrati vivono, infatti, nelle celle del vecchio carcere di massima sicurezza dell'Asinara e hanno ribadito che andranno via solo
quando verrà risolta la vertenza dell'azienda chimica, così come proseguirà la lotta dei loro colleghi Vinyls che continuano l'occupazione (dal 7 gennaio scorso) della Torre aragonese a Porto Torres.
Sull'isola è stata anche montata una parabola satellitare, con la linea Adsl incorporata, perchè i lavoratori vogliono restare informati sulla loro vertenza. Intanto proseguono gli attestati di solidarietà virtuali, su Internet. Ieri il gruppo creato su Facebook ha superato i 75.000 sostenitori. Tantissimi i messaggi di solidarietà di altri lavoratori in lotta, non solo della Sardegna.
I lavoratori del petrolchimico di Porto Torres hanno anche proposto una seduta straordinaria del Consiglio regionale della Sardegna all'Asinara, per affrontare non solo la vicenda Vinyls ma tutta la crisi industriale sarda. "La protesta - ha precisato Matta - nasce dopo mesi e mesi di rinvii rispetto alla ripresa produttiva degli impianti ed è la conseguenza del comportamento dell'Eni che, non sta concedendo una parte dei dei servizi e delle materie prime (etilene e dicloretano) necessari per far riprendere l'attività degli impianti".
Ora c'è un passo avanti, è infatti previsto per il prossimo 15 aprile un nuovo incontro fra Eni e la società araba Ramco che vorrebbe rilevare gli asset di Assemini, Marghera e Cirò Marina (il clorosoda in Sardegna e Veneto e la salina in Calabria) con l'obiettivo di ricomporre il ciclo della filiera del cloro. Gli imprenditori del Qatar, infatti, non intendono acquisire solo Vinyls, che è un impianto a valle del sistema, ma puntano a rilevare dall'Eni anche le produzioni a monte, in sostanza tutta la catena del cloro per proseguire a ciclo completo le attività di Cvm e Pvc. Per arrivare a definire l'operazione, la Ramco ha dato anche la disponibilità ad affittare provvisoriamente il ramo d'azienda pur di sbloccare in tempi rapidi la vicenda e riavviare la produzione.
Sulle aperture e disponibilità di Eni per risolvere la vertenza gli operai vanno cauti e prima di gioire si aspettano fatti. Mentre ad alcuni dipendenti della Polimeri Europa di Porto Torres che sono andati a trovarli si conferma che nel prossimo futuro è indispendabile la fusione della lotta Vinyls e della Polimeri per un bene comune. Intanto i cassintegrati continuano a ricevere giornalisti (anche la France Press) e solidarietà, mentre un saluto degli altri colleghi Vinyls che continuano
l'occupazione (dal 7 gennaio scorso) della Torre aragonese a Porto Torres chiude una nuova giornata di lotta.
Se la vicenda dei "naufraghi" dell'Asinara dovesse finire nel peggiore dei modi, e cioè con il crac della società ex Ineos e i licenziamenti collettivi, tutto il petrolchimico sarebbe avviato a una morte rapida. Si tratta, dunque, di una corsa contro il tempo e più passano i giorni più diminuiscono le possibilità di riavviare con successo gli impianti. Non è ancora troppo tardi, ma non possono essere ammessi altri intoppi, altrimenti rischia fare saltare tutto per aria e di cancellare anche il percorso che, con grande fatica, è stato costruito finora. "Se dovesse accadere questo - avverte Giampiero Murgia, segretario territoriale della Femca Cisl - non basterebbe più nemmeno l'occupazione dell'isola di Capri per salvarci".
(Aggiornato il 30 marzo 2010)










