di Rodolfo Ricci
La neonata Banca del Mezzogiorno, ma anche tutte le altre banche, potranno emettere titoli di scopo a medio e lungo termine per canalizzare risorse nel Mezzogiorno.Per questo genere di emissioni, previsti da uno dei commi della Finanziaria che regolamenta il nuovo istituto, è prevista un'aliquota di favore del 5% sugli interessi per gli investitori per un massimo di 100mila euro per sottoscrittore. È una delle novità messe in luce dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che oggi ha presentato il comitato promotore dell'istituto la cui prima riunione dovrebbe svolgersi il prossimo 25 marzo.
"C'è una norma di assoluto rilevo - ha detto il ministro - se ci sono strumenti di raccolta e risparmio da parte di qualunque banca (e rivolti a progetti per il Mezzogiorno) questi godranno dell'aliquota più bassa d'Europa, cioè il 5%". Ad una richiesta di maggiori informazioni Tremonti aggiunge: "La norma è sulla Gazzetta Ufficiale da due mesi ma è normale che uno strumento così nuovo non si attivi subito. Sarà nostro compito iniziare a discuterne con le banche".
Il ministro esclude poi che la nuova banca possa diventare un carrozzone: "E' impossibile perchè non è pubblica. Comunque - rivendica - non c'è mai stato un governo che ha fatto una banca del mezzogiorno e la fiscalità di vantaggio per il Sud".
Più credito alle piccole e medie imprese, anche attraverso la formula delle garanzie, e più investimenti a sostegno dell'occupazione, anche attraverso il rilancio dei progetti infrastrutturali. Per il Sud. Sono questi gli obiettivi principali della Banca del Mezzogiorno, che opererà per lo sviluppo di un'area che ha estremo bisogno di agganciarsi a quella risalita che, come ha detto il premier Berlusconi, "c'è anche se non veloce nè di grandi numeri".
Scendendo nel dettaglio, la nuova Banca, fondata con capitali privati e una piccola partecipazione pubblica a tempo determinato, opererà come istituto di credito "di secondo livello". Questo significa che non avrà sportelli propri ma che si appoggerà, per rivolgersi alle imprese del Mezzogiorno e alle famiglie italiane, a una rete di sportelli messa a disposizione da Poste e da altre banche: in primis quelle più vicine al territorio che sono le banche di credito cooperativo, ma non saranno le sole a partecipare a questa iniziativa che resta aperta a tutti gli istituti di credito.
Questo gigante, oltre alla distribuzione delle garanzie alle Pmi e a servizi di consulenza, farà impieghi a medio-lungo termine e raccolta emettendo speciali obbligazioni garantite dallo Stato oppure, in questo caso come qualsiasi altra banca, titoli obbligazionari mirati ai piccoli risparmiatori con fiscalità agevolata (5% invece del 12,50 per cento).
L'impianto è stato disegnato per evitare il "carrozzone pubblico". Ma resta il pericolo che i tempi di realizzazione del progetto saranno pubblici: il 25 marzo il neocomitato dei promotori e il tavolo di consultazione formato da 11 organizzazioni imprenditoriali e associazioni economiche si riunirà per impostare i lavori. Un terzo obiettivo di questa banca dunque dovrà essere quello di fare in fretta per riuscire ad accelerare il passo del Sud verso la ripresa.
Furlan: passo in avanti per rilancio del sud - "La Banca del Mezzogiorno è un passo in avanti per il rilancio dello sviluppo economico del sud e dell'intero Paese - così - Annamaria Furlan, segretario confederale della Cisl - commenta la presentazione del Ministro Tremonti del comitato promotore della banca avvenuta oggi presso il ministero dell'economia."Bisogna, però - ha sottolineato Furlan - accelerare i tempi per dare piena operatività all'istituto. Il meridione, infatti, non può più attendere: la situazione occupazionale ed imprenditoriale deve trovare al più presto risposte strutturali. Lo strumento della banca, se ben utilizzato, può rappresentare un supporto fondamentale per il rilancio del sud.- prosegue Annamaria Furlan. "In merito, invece, al tavolo consultivo rivendichiamo con forza anche il coinvolgimento del sindacato, oltre che delle parti imprenditoriali ed economiche - ha sottolineato il segretario confederale. "Il contributo che i rappresentanti dei lavoratori possono dare ad una iniziativa come quella della banca del mezzogiorno - ha concluso Furlan - può divenire elemento fondamentale per l'indispensabile sinergia che il progetto deve trovare con il territorio"
Intesa Scajola-Tremonti: incentivi per 300-350 mln - Il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, conferma che è stato trovato un punto di incontro sulle risorse per gli incentivi con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Ed ora già si lavora ad un testo con l'obiettivo di portarlo in Consiglio dei Ministri giovedì 18. Scajola conferma anche che "la cifra indicativa" delle risorse sarà di 300-350 milioni. "Abbiamo lavorato prima con Tremonti, poi a colazione con il presidente del Consiglio", spiega Scajola a margine di una cena organizzata dalla Camera di Commercio americana in Italia. "Abbiamo fatto una panoramica complessiva, abbiamo definito i paletti entro i quali muoverci, e già da stasera i nostri collaboratori stanno lavorando alla definizione di un provvedimento compatibile con la situazione in cui siamo".
L'indicazione di risorse per 300-350 milioni, conferma il ministro, è complessiva, è una cifra indicativa che fa riferimento agli incentivi al consumo per i settori in maggiore difficoltà. Sarà un provvedimento short, con pochi articoli, ma insieme al quale evidenzieremo anche l'attenzione alle aree di crisi con destinazioni che non sono previste dal decreto ma che sono già disponibili su fondi che ha il Ministero.
In precedenza il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, aveva detto di "vedere poche cose che si stanno facendo", lanciando un richiamo forte alla politica perché vengano accantonate le polemiche del clima preelettorali e si torni a lavorare sul fronte della crisi economica. Poi, la leader degli industriali ha aggiunto "Sono settimane che si parla di sostegni ai consumi, ad alcuni settori che hanno sofferto, se ne parla e non si decide mai".
(11 Marzo 2010)










