Eurallumina di Portovesme. Accordo raggiunto. Sindacati: cauti, ma più fiduciosi

VERTENZE

 

di Cecilia Augella

Accordo raggiunto a Roma, al ministero dello Sviluppo economico, su Eurallumina non fuga completamente le incertezze sul futuro del sito ma rappresenta pur sempre un cauto passo avanti verso una possibile riapertura degli impianti. Soprattutto a fronte del fatto che l'azienda conferma la volontà di salvaguardare i livelli occupativi con la cassa integrazione e l'integrazione salariale a partire dal primo aprile. Le modalità di applicazione degli ammortizzatori sociali (in deroga o straordinari) saranno discussi all'assessorato regionale del Lavoro a Cagliari. C'è cautela tra i sindacati per l'accordo ma si ritorna in Sardegna con un pò più di fiducia.
Secondo il segretario regionale della Cisl, Giovanni Matta, "ieri c'è stata un verifica dei contenuti dell'accordo di un anno fa, ma l'incontro è ancora interlocutorio anche se consente di intravvedere un percorso di confronto sui diversi punti, dall'energia, alle nuove produzioni e condizioni di mercato, sino alla cassa integrazione".
"Siamo realisti - dice anche Roberto Puddu della Cgil del Sulcis - saremo soddisfatti solo quando riavremo la fabbrica in marcia. Per questo motivo non mancheremo in questi giorni e in queste settimane di tenere alta la tensione e la mobilitazione perchè la filiera dell'alluminio torni a vivere come realtà produttiva non solo a parole, dall'Eurallumina alla Ila". 
Plaude all'unità di intenti raggiunta da Regione, sindacati, Governo ed enti locali, Sergio Murenu, Rsu dello stabilimento.
"Si è fatto un passo in avanti per stabilire i presupposti che sono alla base del riavvio degli impianti - ha osservato - Siamo riusciti tutti insieme ad incalzare l'azienda perchè tutti i passi che si dovranno fare fossero finalizzati al rilancio produttivo".
Entro il 15 di aprile le parti sedute al tavolo (Governo, regione, sindacati ed enti locali) si rivedranno per discutere del progetto di alimentare la fabbrica con vapore prodotto da carbone, e non più da olio combustibile. Questa soluzione permetterebbe di abbattere il costo energetico di almeno un terzo (da 450 dollari a tonnellata per l'olio a circa 70 dollari a tonnellata per il carbone). Il progetto prevede inoltre la realizzazione di un tubo lungo un chilometro e mezzo tra la vicina centrale elettrica e lo stabilimento di Portovesme. Tra tre mesi, inoltre, nuovo tavolo di confronto per verificare l'andamento del mercato dell'alluminio e dialogare sul riavvio degli impianti, anche alla luce di possibili nuovi prodotti.

Secondo la Rusal le attuali condizioni di mercato non permetterebbero il riavvio della fabbrica nell'immediato e per un altro anno verrebbe riproposta la cassa integrazione per i lavoratori. Gli enti locali, presenti al tavolo con i diversi sindaci competenti per territorio, hanno espresso disponibilità a discutere dell'allargamento del bacino dei fanghi rossi, ma solo di fronte ad una certezza di rilancio del progetto industriale, mentre il Governo dovrà verificare la possibilità di restituzione del credito Iva all'azienda attraverso diverse tranche. Il documento verrà ora portato all'attenzione delle parti sociali ed istituzionali che ne dovranno verificare i contenuti.

Riavvio entro l'anno degli impianti di Portovesme, parificazione del costo della chilocaloria dell'olio combustibile in Sardegna rispetto a quello del resto d'Italia, restituzione all'azienda del credito Iva che ammonta a circa 180 milioni di euro, finalizzato alla ripresa produttiva, e ricorso agli ammortizzatori sociali solo per ristrutturazione aziendale. Queste le richieste di Cgil, Cisl e Uil del Sulcis e dei delegati sindacali aziendali dell'Eurallumina.
I sindacati vincolano la firma per un altro anno di cassa integrazione per i 400 operai dell'Eurallumina, a partire dal 1 aprile, alla presentazione di un piano industriale da parte dell'azienda che rilanci la produzione di allumina negli impianti di Portovesme, chiusi ormai da un anno. I sindacati sperano di "convincere il governo nazionale a intervenire in modo energico sulla vertenza e nel contempo persuadere la Rusal (proprietaria dell'Eurallumina) a riconsiderare le decisioni prese, spingendola a investire e ad individuare i parametri che consentano il riavvio dello stabilimento confermandone la strategicità geografica tanto acclamata".
 

(Aggiornato il 19 marzo 2010)

GUARDA un momento della protesta Eurallumina

CASE DA GIOCO. Fisascat Cisl: prioritario il confronto e valorizzazione del II livello

ITALTEL. A Milano lavoratori in corteo protestano contro l'annuncio di circa 400 licenziamenti

"Proprio oggi - osserva Enrico Vacca, che segue la vertenza per conto della Fim Cisl milanese - scade la procedura di cassa integrazione straordinaria a zero ore, aperta lo scorso febbraio. Ribadiamo la richiesta di attivare un tavolo di confronto presso il ministero dello Sviluppo economico per discutere la questione del piano industriale"

vai all'archivio notizie di Settembre

Lavoro: la funzione del Coaching