Internet e libertà. Montecitorio assediata dal popolo della Rete

INTERNET E NEW MEDIA

 

Il presidente della Camera sostiene la proposta di assegnare alla Rete il prossimo Nobel per la Pace. "Tutta la comunità internazionale deve creare un forte movimento a sostegno dell'assegnazione di questo premio; l'accesso al quale deve essere considerato un vero e proprio diritto fondamentale dell'uomo". Gianfranco Fini si è espresso così introducendo nella sede di Montecitorio i lavori del convegno "Internet è libertà: perché dobbiamo difendere la rete". Un appello che segue a un monito e un dato diffuso dall'organizzazione non governativa, Reporters sans frontiers, secondo cui, dal 2008 al 2009, si è registrato un ampliamento allarmante delle restrizioni della rete. Sono cresciuti del 62% i paesi colpiti dalla censura mentre i cyber dissidenti arrestati sono aumentati del 156% (da 59 a 151). Un incremento che si è verificato soprattutto nei paesi a scarso sviluppo economico. "Internet non è una rete di computer - ha detto Fini - ma un intreccio infinito di persone: uomini e donne a tutte le latitudini si connettono tra loro, attraverso la più grande piattaforma di relazioni che l'umanità abbia mai avuto". La cultura digitale ha creato le fondamenta per una nuova civiltà fondata su dialettica, confronto e solidarietà attraverso la comunicazione. Un altro punto sollevato da Fini riguarda gli investimenti da fare in Italia per facilitare il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione e diffondere l'utilizzo di infrastrutture telematiche. Da questo punto di vista, il presidente della Camera ha invitato il Governo a ridurre il divario digitale e informatico tra nord e sud del Paese
All'esterno di Montecitorio, mentre la conferenza è in corso, ha pacificamente "assediato" la Camera dei deputati. Grazie al tam-tam sulla rete, diverse centinaia di persone si sono messe diligentemente in fila per assistere ai lavori del convegno. E allora è stata aperta una terza sala, quella del Mappamondo. Oltre cinquecento i presenti, e molti purtroppo sono rimasti fuori. E questo nonostante le dirette web della Camera dei deputati, dei siti ansa.it e stampa.it. Per una volta il popolo di internet ha preferito vedere da vicino i propri beniamini, in particolare un vero e proprio guru della rete Lawrence Lessig, professore di Harvard, collaboratore e amico del presidente Barack Obama, e autore di "Cultura libera" un testo di riferimento per chi non vuole che venga soffocata la condivisione su internet di testi, musica e immagini.

(11 marzo 2010)

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