IL CASO. Talk-show tutti sul web

 

Niente tv per la par-condicio? Grande schermo a digiuno di dibattiti politici. I giornalisti italiani corrono ai ripari. E, anche se provano per Internet sentimenti contrastanti (dalla grande opportunità del giornalismo e a un profondo timore reverenziale), hanno deciso che meno male c'è la rete. Così da oggi i faccia a faccia si fanno sul web. Da oggi, su Corriere.it, arriva il grande escluso Enrico Mentana con lo slogan "vietati in tv, liberi sul web». Si tratta di una serie di incontri con i protagonisti della campagna elettorale che daranno "spazio al confronto pre-elettorale, sacrificato dalla legge sulla par condicio per le trasmissioni radiotelevisive".
Ma non solo Mentana si affida al web. Anche "Annozero", la trasmissione Rai di Michele Santoro, sbarca sul web il 25 marzo con una puntata-evento che punta ad aggirare la sospensione dei talk show decisa dal Cda della Rai in applicazione del regolamento sulla par condicio. Santoro stesso lo ha annunciato alla manifestazione "Sbavagliando", promossa questa mattina da Fnsi e Usigrai e che si è tenuta davanti la sede Rai di Viale Mazzini.

Per evitare contenziosi legali, ovviamente, la puntata avrà la veste di una manifestazione pubblica. La Fnsi e l'Usigrai metteranno a disposizione su internet le riprese video e audio della manifestazione e consentiranno a tutti coloro che vorranno di riprendere e trasmettere in Tv o per radio l'intero evento. La Fnsi parla di un'iniziativa più ampia con progetti in evoluzione e con formule differenti anche per altri protagonisti delle trasmissioni "imbavagliate".

(11 marzo 2010)

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