La Banca del Mezzogiorno nasce per favorire la nascita di nuove imprese, l'imprenditorialità giovanile e femminile, l'aumento dimensionale e l'internazionalizzazione, la ricerca e l'innovazione al fine di creare maggiore occupazione nel Sud Italia. Questi gli obiettivi esplicitati dal Tesoro in occasione della presentazione del Comitato promotore del nuovo istituto.
La Banca del Mezzogiorno opererà con la rete delle banche e delle istituzioni che aderiscono e potrà stipulare apposite convenzioni con Poste. Dovrà operare per almeno cinque anni come istituzione finanziaria di secondo livello. "La Banca - spiega tra le altre cose il Tesoro - dovrà favorire la raccolta a medio-lungo termine e non ha, invece, la velleità di risolvere da sola altri problemi tipici del Mezzogiorno quali, ad esempio, le carenze infrastrutturali o i servizi pubblici inefficienti".
Per quanto riguarda l'organizzazione, si prevede che si tratti di una banca privata. Lo Stato, titolare "dell'idea", si ritaglia il ruolo di facilitatore di questa aggregazione tra soci. La quota dello Stato (di minoranza e finanziariamente simbolica) deve essere comunque dismessa entro 5 anni. Si tratterà inizialmente di una banca di secondo livello cioè di una banca senza sportelli propri per il pubblico. Ma il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha già spiegato di voler diventare il primo correntista "appena - spiega - c'è uno sportello con il logo della Banca del Mezzogiorno".
Tra i possibili servizi si prevede che la Banca potrà essere "di garanzia" per i clienti delle banche socie, potrà fare consulenze alle banche socie e alle Pmi. È prevista anche la valutazione del merito di credito per progetti imprenditoriali innovativi e a medio-lungo termine, la raccolta a medio-lungo termine. Si ipotizza l'emissione di titoli per finanziare progetti infrastrutturali.
Infine il Tesoro indica gli ulteriori strumenti per il credito nel Mezzogiorno: la possibilità per qualunque banca di emettere titoli di scopo a medio-lungo termine per canalizzare le risorse nel Mezzogiorno con un'aliquota di favore del 5% sugli interessi degli investitori, per un massimo di 100.000 euro per sottoscrittore. Si prevede infine la possibilità per Poste Italiane di acquistare, oltre a titoli governativi dell'area dell'euro, anche altri titoli se garantiti dallo Stato e in casi particolari, queste emissioni potrebbero essere effettuate dalla Banca del Mezzogiorno per finanziare infrastrutture senza impattare sul deficit pubblico.
La "rete" sulla quale potrà contare la Banca del Mezzogiorno (oltre a 'punti' dedicati negli uffici di Poste) saranno molti e coincideranno inizialmente con le 111 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali presenti nel Mezzogiorno. Cioè 620 sportelli con una raccolta diretta di 15,7 miliardi.
(11 Marzo 2010)










