Breaking News

L'Ue e le vittime del terrorismo: "11 marzo 2004 giorno triste per l'Europa"

EUROPA

"L'11 marzo 2004 è stato un giorno triste per tutti gli europei. Sei anni dopo, ricordiamo quella giornata di dolore e rendiamo omaggio alle vittime dell'attentato di Madrid e alle loro famiglie". L'Unione europea celebra la sesta Giornata della memoria delle vittime del terrorismo. L'11 marzo del 2004, dieci bombe piazzate su quattro treni alla stazione Atocha di Madrid causano 200 morti e 1400 feriti. "Vorrei esprimere la mia solidarietà alle famiglie che hanno perso i loro cari negli attentati terroristici", ha detto Vivane Reding, vice presidente della Commissione europea e commissario alla Giustizia, diritti e cittadinanza, "e a tutti quelli che ancora portano con sè i segni fisici e mentali di quei tragici eventi".

Voi, ha affermato Reading in un discorso inviato ai parenti delle vittime, "avete perso i vostri cari in vigliacchi atti di violenza, che non possono trovare giustificazione nella nostra Unione europea. Mi rivolgo a voi come una persona, un cittadino europeo le cui azioni sono basate sui valori e i principi della democrazia, libertà, tolleranza, rispetto delle leggi e dei diritti fondamentali. Mi rivolgo a voi - ha continuato Reding - come un cittadino europeo che rifiuta il terrorismo e ogni forma di violenza, e le cui azioni non saranno mai guidate dalla paura o da vili atti di terrorismo"

La Commissione Giustizia, diritti e cittadinanza dell'Unione europea ha iniziato un'indagine sulla reale efficacia delle legislazioni nazionali anti terrorismo. Al termine del monitoraggio, ha annunciato Reding, all'inizio del 2011 verrà presentato un panel di proposte per una nuova legislazione europea. "Ma dobbiamo anche mettere in paratica le attuali legislazioni", ha sostenuto il commissario di Bruxelles. "Ecco perchè guardiamo a misure pratiche per assistere gli Stati membri e Ong, migliorare le leggi e l'assistenza ai parenti delle vittime.

Per l'occasione più di 200 persone, tra familiari di vittime di attentati e rappresentanti delle loro associazioni, si sono state ricevute a Bruxelles dalle commissarie Ue Cecilia Malmstrom e Viviane Reding. Tra queste, Graziella Quattrocchi, sorella di Fabrizio, ucciso in Iraq con un colpo di pistola alla testa dagli estremisti islamici. "Non è facile parlare di mio fratello, siamo cresciuti insieme", dice con voce rotta dall'emozione quando nella sala del centro Borschette della Commissione europea è chiamata a dare la sua testimonianza. "Siamo stati massacrati dai media. Nei confronti della nostra famiglia c'è stato un voyerismo gratuito. Non si può speculare sul dolore. Fabrizio non era un mercenario, ma un lavoratore".

Pi.Ar.

(11 marzo 2010)

.

vai all'archivio notizie di Luglio