di Raffaele Bonanni
Care amiche e cari amici,
chi in malafede o per motivi politici aveva strumentalizzato in queste settimane la vicenda della legge sull'arbitrato, e le prerogative per noi intoccabili dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, resterà probabilmente deluso. Potremmo dire, tanto rumore per nulla. La dichiarazione comune, sottoscritta ieri da tutte le parti sociali (esclusa come al solito la Cgil, ma questo non fa più notizia), conferma la libera scelta da parte del lavoratore di utilizzare l'arbitrato come soluzione delle controversie di lavoro ed impegna tutti i sottoscrittori dello stesso "avviso comune" alla realizzazione dell'accordo interconfederale per regolare l'intera materia. Ma, soprattutto, esclude, fin d'ora, che le clausole compromissorie all'atto dell'assunzione possano riguardare il licenziamento.
Come la Cisl ha sostenuto con molta chiarezza, fin dall'inizio di questa vicenda, non viene in nessun modo né aggirato né depotenziato l'art.18 e più in generale il diritto del lavoro. Non ci sarà alcun ricatto per il lavoratore al momento della firma del contratto, come qualcuno aveva paventato. Dopo questa intesa aumentano, al contrario, le tutele per i lavoratori, soprattutto quelli più deboli delle piccole imprese (sotto i quindici dipendenti) con la possibilità di far valere la conciliazione e l'arbitrato per risolvere più velocemente e senza oneri le controversie di lavoro, mantenendo inalterati tutti i diritti per i lavoratori.
Ed è particolarmente significativo che il Governo abbia assunto ufficialmente l'impegno a recepire integralmente gli accordi e la volontà delle parti sociali in materia di regolazione dell'arbitrato. Insomma, è passata tutta la linea della Cisl. Abbiamo smentito i profeti di sventura e ribaltato le preoccupazioni infondate di chi voleva solo sollevare polveroni, cercando persino di alimentare artificiose polemiche anche al nostro interno.
Come si è visto, il modello sindacale, autonomo e responsabile, portato avanti in questi anni dalla Cisl ha colto un altro significativo successo. In un momento così tormentato della vita politica italiana, fatto di continue incursioni dei partiti e del parlamento sulle vicende sociali e del lavoro, la Cisl è riuscita a correggere il testo della legge varata dal Parlamento. Lo abbiamo fatto attraverso un confronto trasparente con il Governo e la paziente opere di mediazione con le altre parti sociali, inserendo il vincolo essenziale al rinvio alla contrattazione tra le parti sociali. E' stato un lavoro incessante quello che abbiamo portato avanti in queste giornate, che hanno coinciso anche con le importanti decisioni assunte dalla nostra Conferenza nazionale sui servizi. Sappiamo bene che una linea responsabile, e così autenticamente autonoma e riformista, si può portare avanti solo con una organizzazione unita e coesa.
Ed è proprio questa straordinaria unità d'intenti che tutti gli altri invidiano alla Cisl. Ecco perché voglio ringraziare, ancora una volta, tutti i dirigenti, i quadri, i delegati di base, ai vari livelli dell'organizzazione, che ogni giorno si battono per la difesa del nostro modo di intendere ed interpretare il ruolo del sindacato. Un ruolo fatto di contrattazione, di bilateralità, di autonomia dalle scelte dei partiti. Una straordinaria esperienza sindacale ed un protagonismo nella società italiana che a distanza di 60 anni di lotte e di conquiste, è oggi sempre più fondamentale per la democrazia ed il progresso civile ed economico del nostro Paese.
11 marzo 2010










