L'ANALISI - Contratto settore elettrico: rinnovo di qualità

 

 

di Mario Arca *

Dopo  oltre 8 mesi di trattative altalenanti e due tentativi di chiusura non andati in porto per la rigidità delle Imprese, le Federazioni di categoria Flaei Cisl  Filcem Cgil Uilcem Uil hanno finalmente sottoscritto il rinnovo contrattuale per circa 60mila lavoratori elettrici.

Un rinnovo sofferto, unitario, grazie al senso di responsabilità di tutto il Sindacato elettrico, che ha dato prova di concretezza e di saper affrontare i problemi senza condizionamenti ideologici precostituiti.

Incremento di 157 euro sui minimi tabellari, divisi in quattro tranches  (40 ero dal 1 marzo 2010, 45 euro dal 1 gennaio 2011, 45 euro dal 1 gennaio 2012, 27 euro dal 1 luglio 2012); una copertura economica di 360 euro per lo spostamento del periodo contrattuale fino al 31 dicembre 2012; 4 euro aggiuntivi, a carico delle Imprese (2 € dal 1° gennaio 2011 e 2 € dal 1° gennaio 2012) per la Previdenza Complementare. Il tutto garantendo l'erogazione di 4123 Euro al parametro medio.

Molte e importanti le novità sul piano normativo e, soprattutto, per le relazioni industriali.

L'impianto contrattuale è stato aggiornato a quanto previsto dalla Riforma della contrattazione, acquisendone l'unificazione della durata triennale per la parte economica e normativa e tutta la tempistica relativa ai prossimi rinnovi, sia per il primo che per il secondo livello. 

Dopo anni di pesanti ristrutturazioni (oltre il 50% di riduzione della forza lavoro), che hanno visto  il Sindacato contrastare tagli e unilateralismo da parte delle aziende, finalmente nel contratto elettrico si fa riferimento alla possibilità di allargare l'ambito contrattuale e si introduce un modello partecipativo e precisi riferimenti alla responsabilità sociale delle imprese, per coniugare le esigenze di business con quelle del lavoro. Una passo non da poco, almeno sul piano culturale.

La partecipazione è stata concretamente avviata con la costituzione di organi bilaterali di settore e nelle imprese maggiori in materia di sicurezza-ambiente  e formazione. Inoltre, la contrattazione aziendale, già diffusa, è stata potenziata prevedendo un maggior ruolo del sindacato a livello di posto di lavoro e di azienda.

Nello spirito di relazioni sindacali più partecipative, è stato quindi possibile definire le linee guida per pervenire, in tempi brevi, alla sottoscrizione di un nuovo accordo sulla regolamentazione del diritto di sciopero che, confermando una storica cultura sindacale di tutela del servizio pubblico e del cittadino utente-cliente, dia visibilità alle rivendicazioni contrattuali e sociali dei lavoratori elettrici, assoggettati agli obblighi della Legge 146/90 sulla limitazione del diritto di sciopero.

Per gestire al meglio un insieme complesso di norme, in particolare quelle su orario di lavoro e reperibilità,  che regolano l'operatività e il servizio all'utenza, è stata anche istituita una commissione di conciliazione paritetica, che potrà  dirimere le eventuali controversi interpretative e applicative.

Sempre in termini di miglioramenti normativi, sono state definite le linee guida per la riforma della classificazione e migliorato il trattamento del personale turnista operante nelle Imprese che non adottano i trattamenti Enel o Federutility.

Sul versante sociale, a conferma della vocazione solidaristica del contratto elettrico,  è stata concordata l'estensione dell'assistenza sanitaria integrativa a tutti i lavoratori e, sul fronte previdenziale, oltre l'incremento contributivo in carico alle Imprese, l'avvio di un  processo federativo dei fondi previdenziali chiusi operanti nel settore.

Ma è sul piano politico che si deve registrare un avanzamento di grande rilevanza strategica circa gli assetti contrattuali: l'estensione dell'ambito applicativo a tutte le fonti energetiche (in particolare a quelle rinnovabili come: eolico, fotovoltaico, biomasse, termovalorizzazione, sequestro e captazione Co2)  così da ricostituire la "filiera" produttiva oggi frastagliata su diversi contratti collettivi.

Un rinnovo di qualità che il segretario generale della Flaei - Carlo De Masi - non esita a definire "strategico" per la rilevanza politica delle innovazioni apportate: - le imprese che operano nel mercato e nel servizio elettrico non hanno più scuse - dichiara De Masi che, continua : "Il contratto del settore deve essere applicato a tutti i lavoratori che hanno a che fare con l'energia elettrica (un servizio pubblico universale), a garanzia della qualità del servizio agli utenti  e della sicurezza di sistema e del lavoro. Non possono più sfuggire alla responsabilità verso la società e verso i cittadini italiani e i loro azionisti devono rendersi conto che il perseguimento dell'utile deve essere coniugato con il rispetto del lavoro e con le esigenze della collettività".

Il segretario generale della Flaei,  riflettendo su come questo rinnovo si è determinato e sui ritardi registrati, ha voluto inoltre precisare: "anche questa volta, le Imprese elettriche non hanno brillato per coraggio ma, piuttosto, per tatticismo. La trattativa è stata lunga e difficile, perché le Imprese elettriche italiane continuano a rimanere ancorate ad una visione ristretta e conservativa. E' ora che si rendano conto che il settore elettrico non può più continuare con bassi livelli occupazionali, devono essere incrementate le assunzioni di Giovani, soprattutto nel Sud. Se investimenti e occupazione non si rilanciano nelle Imprese elettriche, di questi tempi, dove è possibile? Inoltre, non si può chiedere di più ai lavoratori già occupati. Anzi si deve restituire loro quanto dovuto in termini di aumento della produttività e riguadagnare la loro fiducia nei confronti delle Imprese. Su questo terreno metteremo subito alla prova le aziende. Il contratto, infatti, prevede la sottoscrizione di due importati accordi a valle di questo rinnovo: sulla classificazione e sullo sciopero. Questi due elementi portanti dovranno andare di pari passo: da una parte la tutela della professionalità e dall'altra la responsabilità dei Lavoratori".

Positive anche le reazioni della Confederazione a questo accordo. Gianni Baratta, responsabile del Dipartimento energia, che ha seguito passo passo tutta la trattativa in un rapporto di stretta collaborazione rispettosa di ruoli e competenze, ha dichiarato: "Il lavoro degli elettrici ha dato un ottimo risultato, sia in termini di merito che politici. Da una parte, dimostra che la Riforma della contrattazione, concretamente declinata e attuata come in questo rinnovo, può dare importanti risposte in termini di tutela del salario e di miglioramento della qualità delle relazioni industriali e sindacali. Dall'altra, considerando che l'accordo è stato sottoscritto unitariamente da tutte le federazioni dimostra ancora una volta, come già accaduto in altri settori, che la riforma sottoscritta dalla Cisl e dalla Uil non divide, anzi, aiuta a unire tutto il sindacato nell'interesse dei lavoratori".

* Segretario nazionale Flaei Cisl

(12 marzo 2010)

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