di Rodolfo Ricci
La ripresa c'è ma è lenta e fragile: è soprattutto il Sud che deve segnare il goal della crescita. Così Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio, il cui ufficio studi ha rivisto al ribasso le previsioni di aumento del Pil italiano nel 2010: +0,8%, con consumi delle famiglie che saliranno ancora meno velocemente: il rialzo sarà solo dello 0,6% quest'anno.
I segnali di ripresa vanno irrobustiti puntando su Pmi, servizi e turismo - ha spiegato Sangalli in avvio del Forum di due giorni organizzato a Cernobbio dall'associazione dei commercianti che ha registrato, nel pomeriggio, l'intervento del segretario generale Cisl, Raffaele Bonanni - oltre che sul ruolo che deve giocare il Sud: è il Mezzogiorno che deve segnare il goal della crescita". In tal senso vanno colte le potenzialita del progetto della Banca del Mezzogiorno che potrà contribuire ad un riequilibrio nazionale con lo sviluppo del credito nel meredione d'Italia.
Ma sulle aziende del Sud pesa una "extra imposta" che nessuna impresa, probabilmente da nessuna parte del mondo, può permettersi, afferma l'associazione. È quella della contraffazione, dell'abusivismo e, soprattutto, della criminalità, che costa alle imprese dei servizi, del commercio e del turismo del Meridione quasi l'8% del reddito prodotto.
"Calcolando i costi diretti - spiega l'ufficio studi Confcommercio - come le spese di contrasto sostenute privatamente, gli esborsi per le cure dovute a ferimenti negli atti criminosi subiti, spese per il ripristino dai danneggiamenti e per le assicurazioni, emerge in tutta Italia una spesa per il settore di 8,7 miliardi di euro, il 4,2% del valore aggiunto. Per le imprese del Sud il costo in rapporto al reddito prodotto è del 7,8%", pari a 3,5 miliardi di euro bruciati e una perdita media per impresa di 5.374 euro all'anno.
Sosteniamo un rigoroso impegno per la tutela della legalità e contro la criminalità, aggiunge Sangalli, che non dimentica la partita fiscale, lanciando qualche frecciata nel giorno dello sciopero Cgil. "Se facessimo più confronti e meno scioperi sarebbe positivo: da tempo - afferma Sangalli - chiediamo un riforma fiscale che semplifichi le procedure e che riduca la pressione complessiva, privilegiando i redditi da lavoro. L'evasione fiscale è una patologia che taglia trasversalmente tutta la società e l'economia, quindi è giusto sollecitare un ulteriore impegno per arrivare all'applicazione di un principio importante che è quello di pagare tutti per pagare meno, ma allo stesso tempo per arrivare a un altro principio che è quello di pagare meno per pagare tutti".
Ma il problema poi sta sempre nei numeri. "La crisi non avrebbe potuto creare più ostacoli al meccanismo perequativo insito nel progetto di riforma federalista dello Stato - aggiunge l'ufficio studi della Confcommercio - ed è doloroso ma opportuno sottolineare che oggi il prodotto lordo e i consumi sono su livelli pro capite, al netto dell'inflazione, pari a quelli di circa dieci anni fa: se il tasso di variazione di queste variabili dovesse confermarsi attorno all'1% aggregato, come indicato nel quadro macroeconomico, il ritorno a consumi e Pil pro capite a livelli pre-crisi avverrebbe rispettivamente nel 2015 e nel 2019".
Bonanni; ha ragione Napolitano, cooperare di più - "Bisogna cooperare" di più, "come dice il nostro presidente della Repubblica", altrimenti "si rischia di mandare in vacca questo Paese". Lo ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, intervenendo all'XI Forum della Confcommercio. "L'uscita dalla crisi si sta allontanando, l'Italia non reagisce - ha aggiunto - tutte le forze politiche litigano su altro", e "la situazione sta diventando pericolosa", per cui "ognuno si deve prendere le proprie responsabilità". Per questo sindacati e imprese, "dopo le elezioni, devono vedersi per mettere nero su bianco le cose da chiedere alla politica".
L'Italia è certamente in ripresa e abbiamo margini enormi di miglioramento, ha rilanciato invece il ministro alla Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, aggiungendo che "per esempio la prossima stagione turistica sarà la prima dopo la crisi ad avere un segno positivo".
"Il problema è come far sì che le famiglie vincano la paura - aggiunge Brunetta a margine del Forum di Confcommercio in svolgimento a Cernobbio (Como) - perchè si riesca a trasformare la propensione al risparmio, sempre molto alta, in consumi. I segnali che vengono dall'economia internazionale sono buoni e i tassi di interesse rimangono a livelli minimi: questo crea opportunità di buona ripresa anche nel settore immobiliare, anche grazie ai mutui che calano", conclude il ministro della Pubblica amministrazione.
(12 Marzo 2010)










