di Costantino Corbari
Bergamo (nostro servizio) - "Oggi il 65% delle cause di lavoro affrontate dai tribunali riguardano materie prettamente contrattuali come retribuzione e inquadramento. La regolamentazione contrattuale della conciliazione e dell'arbitrato rappresenta dunque la via maestra per una corretta attuazione delle nuove norme, senza pregiudicare il livello di tutela dei lavoratori". Così il segretario della Cisl Giorgio Santini, intervenendo sui temi dell'arbitrato ieri a Bergamo all'assemblea di quadri e dirigenti e della Cisl Lombardia.
"Con l'avviso comune firmato al ministero del Lavoro, le parti sociali, ancora una volta senza la Cgil, si sono impegnate a definire un accordo interconfederale nel più breve tempo possibile, escludendo che il ricorso alle clausole compromissorie poste al momento dell'assunzione possa riguardare le controversie relative alla risoluzione del rapporto di lavoro - ha aggiunto Santini -. E' importante utilizzare al meglio questa opportunità affinché l'esercizio dell'arbitrato individuale avvenga in un ambito di condizioni e di regole garantite dalla contrattazione collettiva, disinnescando potenziali abusi e distorsioni".
I lavori dell'assemblea, cui hanno preso parte circa trecento persone, sono stati aperti dal segretario generale della Cisl Lombardia, Gigi Petteni, il quale ha fornito i dati aggiornati sulla situazione della crisi e dell'occupazione nella regione.
"Quest'anno rischiamo di perdere oltre 80mila posti di lavoro. Nei primi due mesi del 2010 in Lombardia sono stati licenziati 11.246 lavoratori, il 16% in più rispetto al corrispondente periodo del 2009, già straordinario, e addirittura il 66% in più rispetto al gennaio-febbraio 2008. Le richieste di cassa integrazione in deroga sono già state 5.778, per 49.535 lavoratori. In tutto il 2009 furono 16.340 per 97.044 addetti".
"La scelta di ampliare il ricorso agli ammortizzatori sociali per reggere l'urto della crisi è stata giusta - ha aggiunto Petteni -, ma ora la sfida è il lavoro, occorre passare ad una nuova fase che punti alla conservazione dei posti e alla crescita, dal tavolo per il lavoro alla cabina per lo sviluppo. Servono politiche attive adeguate, a partire dal rafforzamento dei contratti di solidarietà e incentivi mirati per le imprese che creano occupazione".
"I lavoratori hanno mostrato disponibilità a mettersi in gioco - ha aggiunto il leader della Cisl lombarda -, come dimostra l'alta adesione alle doti lavoro. Ora servono idee e proposte per offrire nuove opportunità di occupazione alle fasce più in difficoltà: giovani, il cui tasso di disoccupazione è ormai oltre il 20% anche in Lombardia, e over 50 espulsi dai processi produttivi".
Petteni, a conclusione della sua relazione, ha anche annunciato che la Cisl lombarda lancerà a maggio "la fiera della contrattazione, per una nuova fase di tutela dei lavoratori".
Giorgio Santini aveva esordito evidenziando come la Cisl si sia assunta "un ruolo forte di costruzione delle risposte più adeguate ai bisogni dei lavoratori e delle persone colpite dalla crisi, con una modalità testardamente contrattuale e seguendo il principio della sussidiarietà partecipata". "Utilità e concretezza sono alla base della nostra azione - ha detto -. Tutto ciò mentre due fattori fondamentali "con cui ci dobbiamo confrontare: la crisi e la politica, continuano ad essere molto variabili. La crisi - ha aggiunto - ci consegna un quadro decisamente problematico con il rischio che il ridimensionamento diventi strutturale, mentre la politica si è incartata sulle proprie questioni interne".
"L'azione della Cisl è un servizio al sindacato italiano e ai lavoratori che si deve capitalizzare e mettere a frutto. Su questa strada - ha concluso - andremo avanti per tutelare al meglio le persone che rappresentiamo".
Costantino Corbari










