ITALTEL. A Milano lavoratori in corteo protestano contro l'annuncio di circa 400 licenziamenti

VERTENZE

 

di Mauro Cereda

Un migliaio di persone ha manifestato nella sede centrale di Italtel, a Settimo Milanese, per protestare contro la decisione dell'azienda, annunciata lo scorso gennaio, di licenziare 397 dipendenti. L'iniziativa si è tenuta nell'ambito di uno sciopero di 8 ore proclamato dai sindacati a livello nazionale. I lavoratori hanno sfilato in corteo all'interno dello stabilimento e hanno poi raggiunto e occupato pacificamente la palazzina della direzione (la "Cascina"), che si trova a qualche centinaio di metri e ospita gli uffici dell'amministratore delegato e dei più alti dirigenti.
Qui si è poi tenuta un'assemblea alla quale sono intervenuti i rappresentanti nazionali della Fim Cisl e della Fiom Cgil, Emilio Lonati e Laura Spezia. Il presidio è stato, comunque, mantenuto per tutto il giorno. Altre manifestazioni di supporto a quella nazionale si sono svolte a Roma e Palermo. Intanto domani è in programma un incontro tra le parti nella capitale, nella sede del ministero del Lavoro. "Proprio oggi - osserva Enrico Vacca, che segue la vertenza per conto della Fim Cisl milanese - scade la procedura di cassa integrazione straordinaria per circa 400 persone a zero ore, aperta lo scorso febbraio. Durante la riunione ribadiremo la richiesta di attivare un tavolo di confronto presso il ministero dello Sviluppo economico per discutere la questione del piano industriale. Gli esuberi non sono accettabili, i lavoratori hanno fatto abbastanza sacrifici. Occorre un progetto di rilancio, che veda anche la collaborazione del governo, perché stiamo parlando di un settore, quello delle telecomunicazioni, strategico per il Paese. Il tutto - conclude Vacca - rientra nella querelle sui finanziamenti pubblici per il sistema della banda larga, che sono ancora bloccati".
Attualmente, grazie ad un accordo firmato nel giugno del 2009 per gestire altri 450 esuberi, a una parte dei dipendenti di Italtel vengono applicati i contratti di solidarietà. Ora i sindacati non sono disposti a fare altre concessioni all'azienda. Italtel, con i suoi circa 2.000 addetti (1.400 dei quali a Settimo Milanese, e i restanti distribuiti tra Roma e Palermo), costituisce l'ultima grande impresa italiana nel settore delle Tlc. La ripartizione degli esuberi, secondo quanto dichiarato dall'azienda, prevede 237 tagli a Milano, 100 a Roma e 60 a Palermo.

(15 marzo 2010)

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