MARCO Biagi e la Cisl

MERCATO DEL LAVORO

 

di Giuseppe Gagliano

Di ammortizzatori sociali si riparlerà dopo le elezioni regionali, con un tavolo tra Governo e parti sociali che vedrà al centro la razionalizzazione del sistema delle indennità di disoccupazione e mobilità. Senza fughe in avanti sulle risorse visto che il Governo, secondo il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha intenzione di rispettare i vincoli di bilancio già indicati dalla Ragioneria generale dello Stato, senza spostare risorse dalle pensioni per finanziare il sistema dei sostegni al reddito. L'occasione per tracciare l'agenda dei prossimi appuntamenti e un bilancio delle riforme fatte, arriva in una occasione speciale, quella del ricordo di un riformista, come Marco Biagi, che ha condiviso con la Cisl, in particolare, quello straordinario periodo che ha segnato la modernizzazione di quello che era solito chiamare "il peggiore mercato del lavoro in Europa". Un cammino segnato profondamente dalla sua morte, ma non per questo interrotto nella sua portata riformatrice. L'inclusione delle fasce più deboli del mercato del lavoro e la definizione di un moderno sistema di tutele sono stati il pilastro del suo pensiero riformatore ed, ora, otto anni dopo, restano ancora al centro del dibattito. Come lo stesso arbitrato, un'idea di Marco, che si è attirata le critiche del solito conservatorismo ideologico. Una sorte toccata ad altre innovazioni del mercato del lavoro, poi divenute patrimonio comune. Basti ricordare, a questo proposito, il Patto di San Valentino o lo stesso Statuto dei Lavoratori. Anche il leader Cisl, Raffaele Bonanni, nel ricordare la figura del professore, non ha usato mezzi termini, definendo come dei veri e propri "lazzaroni quelli che hanno resuscitato il fantasma dell'articolo 18 che non c'è e che nessuno vuole inseguire". "Sono gli stessi - sottolinea Bonanni - che hanno fatto la proposta sul contratto unico, quello sì per aggirare l'articolo 18". Bonanni ha ricordato, invece, l'importanza di quanto fatto contro la crisi. "Quando sento parlare genericamente di riforma degli ammortizzatori sociali - ha sottolineato - mi sembra spesso un modo per denigrare il lavoro di altri. Il nostro obiettivo è quello di arrivare alla soluzione dei problemi, come con l'opportunità che abbiamo colto rispetto alla cassa in deroga e al miglioramento del contratto di solidarietà, uno strumento a cui teniamo molto. Bisogna spendere meglio le risorse che ci sono e le parti sociali devono candidarsi per essere finalmente protagoniste nella gestione delle politiche attive del lavoro: formazione, collocamento e cassa integrazione". E se dal presidente del Senato, Renato Schifani, è arrivato l'invito a definire presto "un sistema efficace automatico, universale di tutela del reddito", il convegno ha fatto segnare una generale condivisione su un dato di fondo, la tenuta complessiva, all'interno della crisi, del sistema di ammortizzatori, anche meglio rispetto ad altri paesi. Prova ne è, secondo il professor Michele Tiraboschi, "un tasso di disoccupazione che è restato inferiore alle medie europee anche grazie ad un sistema delle sospensioni, che ha consentito di mantenere il vincolo tra lavoratore e impresa". Rispetto al sistema Italia, secondo i numeri Inps, sono molti i cambiamenti intervenuti negli ultimi dieci anni. Se, dal 2000 al 2009, i lavoratori dipendenti assicurati sono aumentati di oltre 3 milioni di unità, un'indagine condotta lo scorso anno rispetto ai tempi di reimpiego dei beneficiari di assegno di disoccupazione ha evidenziato che circa il 54% hanno trovato un nuovo posto di lavoro nel corso del tempo di godimento del sussidio. Anche il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei, ha sostenuto l'importanza delle misure prese fino ad ora, evidenziando però quelle che sono le sfide principali per il futuro. Prime tra tutte, "la questione demografica, la giusta canalizzazione dei fabbisogni occupazionali e gli investimenti in formazione continua". Il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, stante un giudizio sostanzialmente positivo su quanto fatto finora, anche attraverso la bilateralità, ha rivendicato la forte capacità dell'artigianato e delle piccole imprese in generale di saper cambiare e reagire alla crisi.

(18 Marzo 2010)

DDL LAVORO. Ora l'accordo interconfederale

Affollato incontro, a Roma, sui contenuti del disegno di legge che introduce importanti novità in tema di controversie lavoro, conciliazione e arbitrato

TARANTELLI, 25 anni dopo

Con l'inaugurazione a Palazzo Vidoni di una sala intitolata all'economista vicino alla Cisl ucciso dalle Brigate rosse nel 1985, si apre la settimana di commemorazione che culminerà con il convegno internazionale organizzato dalla Cisl il 26 e 27 marzo. Al Senato un dibattito ("Gli ammortizzatori sociali oltre la crisi") ricorda la figura di Marco Biagi

ARBITRATO, per i lavoratori uno strumento in più

La Cisl, in una nota, assicura che manterrà "molto alto" il proprio impegno per un'attuazione dell'intesa che garantisca tempi veloci alle controversie di lavoro, senza oneri e senza ridurre il livello e la qualità delle tutele contrattuali e giuridiche per i lavoratori

OSSERVATORIO Cisl: la Cig di febbraio riprende a salire

Santini: "E' importante notare come l'aumento sia totalmente dovuto alla Cassa Integrazione Straordinaria che cresce di quasi il 30% rispetto al mese precedente con oltre 57 milioni di ore autorizzate"

ARBITRATO/2, dal polverone al vero ruolo dei giuristi

vai all'archivio notizie di Settembre

Lavoro: la funzione del Coaching