di Ester Crea
Dopo quattro giorni a quaranta metri di altezza, aggrappati ad un traliccio della Telecom, i quattro operai della Sirti di Benevento hanno vinto la loro partita. Nell'incontro che si è tenuto oggi nella sede della Provincia, il sindacato ha ottenuto la garanzia della piena occupazione dei 44 dipendenti della Sirti.
L'azienda - che a seguito dei nuovi criteri adottati da Telecom per le gare di appalto aveva perso un'area importante come il Sannio a vantaggio di un'azienda, la Cogepa, non sindacalizzata e non controllabile dal punto di vista del rispetto delle norme contrattuali - aveva, per tutta risposta, messo i propri dipendenti di fronte ad un'alternativa drastica: cassa integrazione ordinaria (che avrebbe significato, di fatto, la chiusura del cantiere sannita) o trasferimento nei cantieri del Triveneto. Da qui la protesta dei lavoratori, rientrata solo con l'accordo raggiunto su una proposta della Cisl.
"Inizialmente - spiega Alfonso Coppola, responsabile del settore appalti della Fistel Cisl nazionale - 20-25 unità resteranno su Benevento a lavorare, il restante troverà collocazione in trasferte brevi. La Telecom, dal canto suo, si è impegnata a convocare la Cogepa martedì prossimo, insieme a Sirti, per una rivisitazione della distribuzione delle aree di attività già assegnate. In pratica - sottolinea Coppola - viene allargata l'area delle attività su Benevento individuando altre aree per la Cogepa".
Una notizia che ha fatto esplodere la gioia tra gli operai ed i familiari riuniti sotto il traliccio della Telecom, in attesa della discesa dei loro colleghi. "Per noi come Cisl - commenta Attilio Petrillo, segretario generale della Ust di Benevento - rappresenta una vittoria duplice: non solo per il traguardo dell'accordo raggiunto (accordo che andrà, comunque monitorato) - precisa - ma anche perché finalmente siamo riusciti a difendere un insediamento storico sul nostro territorio, dopo che per anni abbiamo assistito allo smantellamento di apparati produttivi e istituzionali che non consideravano più strategica la loro presenza nella provincia più piccola di tutta la Campania.
L'importanza di questo accordo sta anche qui: nell'affermazione del principio per cui non possiamo assistere alla marginalizzazione ed al degrado del nostro territorio, secondo logiche che prescindono persino da valutazioni economiche e sociali".
Una vittoria che, senza il sacrificio dei quattro operai saliti su un traliccio per manifestare il loro dramma, non sarebbe mai stata possibile. Gerardo Impronta della Fistel Cisl che ha vissuto più da vicino la loro vicenda è il più emozionato. E quasi senza voce ammette: "Purtroppo, viviamo in un momento in cui il cinismo dei media è tale per cui i drammi dei lavoratori diventano visibili solo quando questi si spingono a gesti estremi. E' un dato culturale della temeperie di questo periodo storico".










