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Dop e Igp, l'Italia avanza a Bruxelles

CONSUMATORI

 

di Carlo D'Onofrio


Non è solo una questione di prestigio: sigle come Dop o Igp sono anche una garanzia per i consumatori. Assicurano la provenienza. Certificano la qualità. Consentono di confrontare i prezzi su basi meno sdrucciolevoli di quanto avviene quando i prodotti si presentano allineati sugli scaffali senza "segni particolari", all'apparenza tutti uguali.
Ecco perché è una buona notizia quella che arriva da Bruxelles: la "Patata di Bologna",
dopo i Ricciarelli di Siena, conquista una nuova Denominazione d'origine protetta
(Dop) all'Italia, contro le imitazioni e i falsi che girano in Europa.
Bruxelles infatti, ha dato oggi il via libera definitivo all'iscrizione nel Registro europeo delle
Denominazioni d'origine e indicazioni geografiche protette (Dop e Igp) ad un alimento legato da sempre al territorio bolognese.
Secondo il rigido disciplinare autorizzato dall'Ue, la produzione della "Patata di Bologna" Dop,
ottenuta dalla varietà Primura, deve avvenire interamente - dalla coltivazione al confezione -
nell'ambito della provincia di Bologna, applicando le conoscenze e le pratiche messe a punto in anni di ricerca, sperimentazione ed esperienza dai produttori locali.
Con questa new entry si allarga ulteriormente la lista (circa 900 prodotti) che
rappresenta l'eccellenza dell'agroalimentare europeo di cui l'Italia è leader.
Soddisfatto il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia: "Continua il lavoro di tutela del patrimonio agroalimentare di qualità italiano. A breve, inoltre, anche il Marrone della Valle di Susa verrà inserito nell'elenco delle indicazioni geografiche tutelate. Si tratta di ulteriori valori aggiunti al nostro già ricco Made in Italy, una garanzia di eccellenza per i consumatori e, per i produttori, l'occasione per tutelare la loro tradizione produttiva".
Particolare la storia dei Ricciarelli di Siena, che, nati come dolci tipici natalizi, hanno poi esteso il consumo anche agli altri mesi dell'anno per la presenza di turisti da tutto il mondo. La città vanta da tempi antichi una forte presenza dell'artigianato dolciario, retaggio del ruolo svolto dalle spezierie che, dal Medioevo, sono state depositarie della produzione locale.
È stata inoltre pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea di oggi la domanda di riconoscimento come IGP del "Marrone della Valle di Susa": la procedura comunitaria prevede sei mesi di tempo per permettere agli altri Stati di presentare domanda di opposizione alla richiesta di IGP. Trascorso questo periodo il Marrone della Valle di Susa verrà iscritto nel registro ufficiale europeo delle DOP e IGP.

(18 marzo 2010)

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