di Rodolfo Ricci
Dopo più di un secolo di devozione al caffè, anche Lavazza ha finito per cedere alla tentazione del cioccolato. Non quello svizzero di Jacobs o Nestlé, che in passato avevano coltivato l'ambizione di comprarsi l'azienda torinese, ma gli italianissimi preparati della Ercom, leader domestico nella cioccolata calda in tazza, nei sorbetti e nelle creme fredde con i marchi Eraclea, Dulcimea e Whittington. Ieri mattina Lavazza ha firmato l'acquisizione da Alicros (finanziaria che fa capo alla famiglia Garavoglia, insieme con gli azionisti storici di Ercom) del 100% della società di Segrate, che ha chiuso il 2009 con un fatturato di oltre 25 milioni: per il gruppo attualmente presieduto da Alberto Lavazza l'operazione vale 50 milioni (tra prezzo d'acquisto e piano d'investimenti 2010/2012), che è la stessa cifra alla quale si intende portare il volume d'affari di Ercom nell'arco del prossimo triennio.
Per Lavazza, da poche settimane orfana del presidente onorario Emilio, è un passo storico: l'acquisizione di Ercom rappresenta il primo tentativo di rilievo, in 115 anni di storia, di diversificare il proprio business. "E non resterà il solo", assicura l'ad, Gaetano Mele, che così lascia presagire nuove, imminenti acquisizioni, che tuttavia non ci porteranno a spostare il nostro baricentro dal caffè, che è e resterà il nostro core business. Per la neo acquisita non si profila un vero e proprio riassetto. Anzi, Mele sottolinea che «le due società rimarranno distinte, dal punto di vista organizzativo e della fisionomia», dunque sia per lo stabilimento di Segrate, dove attualmente lavorano in 60, sia per la rete di 100 agenti sparsa per tutta Italia, non si prospettano ridimensionamenti. Piuttosto, a Torino si lavora su sinergie di natura commerciale sul mercato del "fuori casa" (essenzialmente bar, ristoranti e hotel), vero punto di forza di Ercom: oggi l'azienda milanese è presente in 20 mila punti vendita, contro i 10 mila di Lavazza; considerato che le due reti risultano sovrapposte al 20%, ci sono enormi margini di crescita per entrambi, anche se "strutturalmente sarà più facile portare i prodotti Eraclea nella rete Lavazza che viceversa", preannuncia Mele. Più lontane, almeno per il momento, le sinergie in Italia sul mercato retail, dove Lavazza ha una quota del 47,6%.
"Sono molto contento del nuovo assetto societario - commenta Stefano Sacco, amministratore delegato di Ercom - un assetto che permetterà a Eraclea di aprirsi a nuovi e importanti sviluppi. Lavazza rappresenta una grande risorsa in termini di competenze, di visione di lungo periodo e di sostenibilità dell'espansione grazie anche alla notevole capacità d'investimento, alla passione condivisa per la crescita del made in Italy di fascia alta anche all'estero". Proprio i mercati internazionali sono una delle sfide che vedranno impegnata Ercom nei prossimi tre anni, e sui quali si preannuncia decisivo il contributo di Lavazza, presente in 90 paesi con 8 consociate: "Nei marchi che abbiamo acquisito c'è un potenziale decisamente interessante anche fuori dall'Italia - dice Mele - che intendiamo sviluppare fino in fondo".
(5 Marzo 2010)










