di Cecilia Augella
Siglata la convenzione dei medici di famiglia con il Servizio sanitario nazionale per il rinnovo del biennio economico. Si è conclusa stamattina la trattativa per il 2008-2009 tra Sisac e sindacati della medicina generale dopo lo stop alla lunga maratona di ieri, voluto dai camici bianchi che, ormai, alle battute finali della contrattazione, avevano chiesto concrete garanzie al comitato di settore delle Regioni sulla disponibilità della quota aggiuntiva nazionale, lo 0,8%. Garanzia arrivata questa mattina, nero su bianco, e confermata nel verbale dell'incontro di oggi. L'accordo riguarda 60 mila medici di famiglia più circa 7mila pediatri e 16 ambulatoriali. L'aumento previsto è di 1.500 euro l'anno per un medico con circa 1.200 assistiti (è un valore solo di riferimento perchè il compenso può aumentare se fra gli assistiti ci sono più anziani). Il valore totale dell'aumento del contratto è di circa 300 milioni di euro. L'ipotesi di accordo dovrà essere poi approvata dalla conferenza Stato Regioni.
La firma è stata apposta da due sigle su quattro. Hanno "chiuso" il sindacato maggioritario, la Fimmg, e Intesa sindacale (Cisl Medici - Fp Cgil Medici - Simet - Sumai). Non hanno firmato, invece, Smi e Snami che rischiano di restare, così, fuori dalle trattative regionali per questa coda contrattuale, anche nel caso avessero già firmato per il biennio precedente. Un punto quest'ultimo - ribadito in un articolo aggiunto, in cui si precisa che l'accordo segue la norma generale del contratto, dunque solo i firmatari hanno diritto a continuare la trattativa a livello regionale - che potrebbe creare dissensi e dubbi interpretativi.
"Per la Cisl Medici la soddisfazione è doppia" - ha dichiarato Giuseppe Garraffo, segretario generale Cisl Medici - a conclusione della non facile trattativa alla Sisac, perché siamo l'unica organizzazione sindacale che ha firmato i due importanti contratti dei medici specialisti ambulatoriali e dei medici di medicina generale".
"I nuovi accordi nazionali - spiega Garraffo - definiscono gli incrementi del 2° biennio economico 2008/2009, nonché le norme dell'addendum contrattuale relative al nuovo ruolo dei medici di medicina generale, degli specialisti ambulatoriali e dei pediatri nelle cure primarie del territorio: un rapporto di integrazione ora tutto da costruire".
"I tre accordi, cioè, hanno declinato in senso positivo l'Atto di indirizzo della parte pubblica e delle Regioni per il rinnovo contrattuale, che decisamente apre adesso la prospettiva per più efficienti cure primarie e servizi di assistenza medica nel territorio" - ha aggiunto il segretario Cisl di categoria, Presidente di Intesa Sindacale (Cisl Medici - Cgil Medici - Simet - Sumai).
"In estrema sintesi i medici - continua Garraffo - hanno ottenuto incrementi economici largamente all'interno del 3,2 % (inflazione programmata); ma anche la conferma dell'esercizio della libera professione e del pieno utilizzo dei loro studi. Hanno ottenuto, altresì, una nuova prospettiva di carriera nell'ambito del settore delle cure primarie, attraverso l'istituzione della figura dei referenti e dei coordinatori delle Uccp (Unità complesse di cure primarie), in un Servizio nazionale che, dopo questi contratti, si avvierà verso la graduale e progressiva informatizzazione".
"I cittadini - ha concluso Garraffo - da questi nuovi accordi nazionali otterranno la patient summary (scheda clinica elaborata e aggiornata per via informatica da parte dei medici che li avranno in cura) e una maggiore attenzione per gli anziani sopra i 75 anni e i malati cronici, nonché una ulteriore disponibilità alle visite domiciliari anche da parte dei pediatri".
(10 marzo 2010)










