FONDIMPRESA. Dal 2007 formazione per 1 milione di lavoratori

 

Un tavolo con il Governo su Fiat va bene "ma deve servire a creare convergenze e non divergenze". Raffaele Bonanni commenta così la richiesta della Cgil di aprire un confronto sulla vicenda Lingotto. Secondo il leader della Cisl, "ogni azione sociale, sindacale o politica, deve tendere a far uscire l'Italia dalle secche. Nel caso di Fiat a pattuire e agevolare gli investimenti. Così diamo prospettive all'economia e ai lavoratori. I tavoli devono essere utilizzati per dare un contributo in più all'economia: il resto è un teatro che già ammorba la politica e di cui non ne possiamo più".
Bonanni è intervenuto stasera, insieme ai leader di Cgil e Uil Camusso e Angeletti, al ministro del Lavoro Sacconi e al presidente di Confindustria Marcagaglia - ad un convegno promosso da Fondimpresa, che sollecita parti sociali e Governo a confrontarsi sul futuro della formazione per i lavoratori.
Un milione di lavoratori - fa sapere Fondimpresa - sono stati formati dal 2007, di cui 680 mila negli anni della crisi (2009-2010); oltre 33 mila aziende partecipanti ad attività formative, a stragrande maggioranza piccole e medie imprese, il 23% degli obiettivi formativi concentrati sull'innovazione, 240 mila persone formate su salute e sicurezza sul lavoro.
Fin dall'inizio della recessione, infatti, Fondimpresa ha predisposto strumenti per la formazione dei cassintegrati, con stanziamenti per un totale, finora, di 27 milioni di euro. Parallelamente, ha continuato a sostenere i progetti di espansione e innovazione, con linee di finanziamento dedicate alle attività formative nelle piccole e medie imprese, a salute e sicurezza sul lavoro, all'ambiente. In tutto, 563 milioni di euro impegnati dal 2007, di cui 265 per i piani aziendali (presentati direttamente dalla singola impresa) e 298 per i territoriali e settoriali (cui si partecipa in forma aggregata) più altri 165 già stanziati. Il 90% delle imprese che hanno fatto formazione è della Pmi. Il 44% dei lavoratori formati è della Pmi.
Con i Fondi interprofessionali (Fondimpresa è il più importante dei 18 Fondi italiani, con il 40% del gettito annuale) oggi si fa più formazione, e l'offerta formativa è stata stimolata a misurarsi con le necessità del mercato. Ma questa crescita rischia di mettere in difficoltà i Fondi. "In questi due anni così difficili è aumentata la domanda di formazione delle imprese - sottolinea Giorgio Fossa, presidente Fondimpresa -: a fronte di una disponibilità iniziale di 142 milioni di piani settoriali e territoriali, sono arrivate richieste per 355 milioni di euro, due volte e mezza il budget. Con un forte impegno, il Fondo ha portato gli stanziamenti a 198 milioni, ma è chiaro che il contributo dello 0,30% non basta più a coprire tutta la domanda di formazione che abbiamo contribuito a far emergere, determinante per il futuro delle imprese italiane".
Occorre dunque che le parti sociali siano libere di darsi le regole più idonee per il raggiungimento degli obiettivi di piena diffusione della formazione continua. "Questo periodo ha portato molti imprenditori a scoprire che la formazione fa diventare più competitivi - osserva ancora il presidente Fondimpresa - e questa consapevolezza non verrà meno con il declinare della fase critica. La domanda di formazione è matura, crescerà ancora, e questo sistema di autofinanziamento deve essere messo in condizioni di poter rispondere efficacemente ai propri bisogni. Si tratta di modificare una normativa. Basta poco, e la formazione per i lavoratori sarà in grado di seguire l'evoluzione dei fabbisogni delle imprese".

(18 novembre 2010)

vai all'archivio notizie di Settembre

Per la liberta' d'informazione

Il tg di Labor Tv