di Manlio Masucci
Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, plaude all'approvazione del ddl lavoro avvenuta ieri in via definitiva alla Camera. Intervenendo per le conclusioni del Festival Internazionale del Lavoro di Rocca di Papa, il leader della Cisl ha avuto parole di apprezzamento per quello che viene definito un vero successo ottenuto attraverso un confronto continuo e serrato con il governo. Soprattutto il sistema dell'arbitrato induce Bonanni all'ottimismo: "La Cisl ha sempre auspicato che si evolvesse la possibilità di dirimere le controversie tra imprese e lavoratori saltando i tempi lunghissimi della magistratura". Il lavoratore potrà così scegliere la soluzione migliore per le sue esigenze: "Da oggi - ha spiegato il sindacalista - il lavoratore può scegliere davvero e ottenere una condizione che gli fa perdere meno tempo e meno soldi".
Il confronto con il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ha chiuso la tre giorni di lavori a Rocca di Papa, è stato, per il segretario generale della Cisl, l'occasione per alcune precisazioni e per ribadire la scelta della partecipazione. Oggi i confini si sono allargati e i conflitti non sono più gli stessi: "I nostri veri nemici - ha rilevato Bonanni - sono quelli che sottraggono risorse al paese come le organizzazioni mafiose, coloro che non fanno le infrastrutture e che fanno costare di più l'energia; le parti sociali hanno invece il dovere di dialogare per risolvere i problemi dei lavoratori e del sistema paese".
Una logica che mira a favorire la produttività la produzione di ricchezza e quindi la creazione di lavoro. La Cgil, e in particolare la Fiom, non sembrano essere però sulla stessa lunghezza d'onda: "La verità - ha rivelato Bonanni - è che la Cgil storicamente è stata sempre contraria a sistemi sussidiari, sistemi che le parti stesse possono costruire per dirimere le questioni che interessano i lavoratori". Visioni differenti che hanno portato ad attacchi ed hanno minato l'unità sindacale, di fatto impossibile senza un autentico pluralismo: "Ho ricevuto ingiurie e calunnie - spiega Bonanni - mi hanno dato del venduto dimenticando che il mio lavoro è proprio quello di dialogare con le imprese e il governo". Una situazione che genera conflitti senza possibilità di dialogo: "Nella nostra piazza - aggiunge il segretario generale della Cisl - nessuno ha accusato o lanciato minacce agli altri e nessun cislino ha detto alla Cgil cose irripetibili; oggi assistiamo a scuse che sanno di lacrime di coccodrillo". Anche sulla questione di Pomigliano si è assistito a una serie di strumentalizzazioni: "La questione di Pomigliano è una tempesta in un bicchier d'acqua - commenta Bonanni - noi diciamo che la logica di quell'accordo può essere riapplicata anche se poi ogni accordo è differente".
Anche per il ministro Sacconi il livello della polemica è inaccettabile: "Vengo accusato con tono insolente e con disprezzo - ha rilevato il ministro - di essere l'organizzatore della divisione sindacale; è un'accusa precisa, e chiaramente falsa, che viene sia da parte della Cgil sia da parte del partito democratico che mi sembra molto dipendente dalla Cgil; ma non è la resistenza della Cgil la misura a cui far riferimento, ma il mondo che cambia, per cui dobbiamo andare ancora avanti". Andare avanti significa continuare ad impegnarsi sui temi della partecipazione e della contrattazione di secondo livello: "Il tema principale di oggi - ha spiegato il ministro del Lavoro - è la produzione di ricchezza per poi poterla distribuire, abbiamo bisogno di patti per condividere le fatiche ma anche i risultati; starà poi alle parti garantirsi reciprocamente l'equa distribuzione".
(20 ottobre 2010)










