La Commissione industria, ricerca, energia del Parlamento europeo ha approvato oggi la proposta relativa all'utilizzo dei fondi residui del "Recovery Plan Europeo sull'energia", il cui obiettivo è quello di finanziare progetti nel settore dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili tramite prestiti, garanzie ed equity in diverse aree d'azione.
Ne dà notizia l'europarlamentare Antonio Cancian, relatore ombra per il gruppo Ppe, spiegando che il fondo avrà una dotazione iniziale di 114 milioni di euro messi a disposizione dalla Commissione Ue. "Si tratta di una base che verrà successivamente incrementata con altre risorse residuali del Recovery Plan originario del 2009, nonchè da eventuali altre risorse di bilancio che verranno in futuro allocate dalla Bei (la banca europea per gli investimenti) ed anche da soggetti privati, fino ad arrivare ad un importo totale superiore al miliardo di euro", precisa Cancian. "La gestione del fondo sarà effettuata da intermediari finanziari pubblici con la partecipazione di istituzioni finanziarie internazionali come la Bei e la Bers". Dopo il voto positivo di oggi, cominceranno i negoziati con il Consiglio e la Commissione ue. Il dossier dovrebbe poi tornare al parlamento per il passaggio in plenaria in ottobre. Nelle intenzioni del parlamento, il fondo - rileva Canciani - vuole essere uno strumento di uscita dalla crisi economica.
Potrà finanziare progetti per edifici pubblici e privati che prevedano soluzioni in materia di energie
rinnovabili e/o efficienza energetica; investimenti nella produzione combinata di calore ed elettricità, soprattutto a partire da fonti di energia rinnovabili; fonti energetiche rinnovabili decentralizzate ed integrate nel contesto locale; trasporti urbani puliti; infrastrutture locali, comprese reti elettriche e contatori intelligenti e un'illuminazione stradale efficiente.
I soggetti ammissibili al suo utilizzo sono amministrazioni locali quali regioni, province, comuni ed
enti privati operanti per conto di enti pubblici. L'utilizzo dovrebbe essere retroattivo e riguardare
progetti a partire dal 2009.
(2 settembre 2010)










