I problemi della sanità sono stati al centro della riunione, svoltasi a Lamezia Terme, nella sede della Cisl Fp Calabria, della segreteria regionale e dei segretari generali provinciali, alla presenza di Raffaele Blandino, segretario confederale della Cisl Calabria.
La riunione, è scritto in una nota, era stata promossa dal segretario generale Natale Pace per
"proseguire e approfondire il dibattito interno alla Cisl Funzione pubblica sui problemi della sanità,
anche alla luce dei recenti incontri a Palazzo Alemanni, sede della Presidenza della Giunta regionale tra la Commissione per l'applicazione del Piano di Rientro dal deficit sanitario e il sindacato regionale confederale".
Il dibattito, prosegue la nota, "ha fatto emergere come al clima di confronto tra sindacato e
amministrazione regionale, che, con senso di responsabilità rispetto alla gravità della situazione che si riscontra ormai endemicamente sui servizi sanitari e sui sacrifici che verranno chiesti ai lavoratori del settore e ai cittadini, non faccia poi riscontro altrettanta disponibilità al confronto nelle strutture, Aziende sanitarie e ospedaliere e aziende private e convenzionate. Poca apertura al confronto, atteggiamenti dispotici, atti irregolari e illegittimi, da parte di Commissari straordinari e Direttori generali, poca trasparenza nelle scelte aziendali, non sono certamente coerenti e compatibili con la delicatezza del momento e con le gravi scelte che la Calabria dovrà decidere in tema di riordino del servizio sanitario e di rientro dal deficit finanziario".
"Già nella riunione del 24 agosto - prosegue la nota - al presidente Scopelliti, che denunciava abusi del passato nella gestione dei fondi di produttività aziendali, la Cisl Fp ha denunziato come tali comportamenti ancora persistevano anche con i nuovi manager, citando ad esempio l'Asp di Reggio Calabria dove un dipendente regionale comandato veniva autorizzato a 250 ore annue di straordinario più altre 6 ore giornaliere in spregio ad ogni norma contrattuale vigente, mentre altro dipendente dell'ex asp di Locri già collocato in pensione, veniva richiamato in servizio con atto illegittimo e immotivato.
Sono solo esempi che denotano come, a parte i proclami verbali e di facciata, la musica non stia
cambiando, nonostante siano cambiati i suonatori".
"La Cisl Fp Calabria - è scritto nella nota - ritiene un segnale negativo il rinvio della riunione
programmata per domani al 20 settembre. Troppi ritardi, troppi rinvii, nessuna proposta ancora
presentata al sindacato, nè per quanto riguarda le modalità di attuazione del Piano di Rientro, nè per quanto attiene a un ipotetico progetto di riforma del sistema sanitario calabrese. Intanto continuano a precipitare gli indicatori negativi dei servizi, della spesa farmaceutica, della emigrazione sanitaria, mentre nelle strutture pubbliche si va a ruota libera con comportamenti disomogenei e in quelle private non si rispettano i diritti dei lavoratori, non si pagano gli stipendi e spesse volte i lavoratori vengono usati come mezzo di pressione contro i ritardi della regione". "Basta - conclude la nota del sindacato - o si cambia registro, oppure la Cisl Fp attiverà durissime
vertenze in ogni azienda pubblica e privata per sollecitare il cambiamento vero, concreto,
nell'interesse dei lavoratori della sanità, la maggior parte dei quali opera con serietà, dedizione e
professionalità in ambienti ostili, malsani, insicuri, vessati dall'opinione pubblica e dalla
dirigenza".
(6 settembre 2010)










