Sbarra (Cisl) : "Bene la parole del Presidente per una nuova politica industriale in Italia"

"Il forte richiamo del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sulla necessità di dotarsi di una seria politica industriale in linea con gli orientamenti europei e finalizzata ad offrire prospettive concrete per l'occupazione e per i giovani è apprezzato e condiviso dalla Cisl che da tempo rivendica interventi concreti in grado di rilanciare il tessuto industriale e produttivo per fronteggiare gli effetti pesanti della crisi che ha piegato le produzioni e distrutto migliaia e migliaia di posti di lavoro". Lo sostiene in una nota il segretario confederale della Cisl Luigi Sbarra, responsabile del Dipartimento Industria. "Siamo d'accordo con Napolitano, è questa la vera priorità da affrontare e risolvere per lo sviluppo e la crescita economica e sociale del paese - prosegue nella nota - Il futuro dell'industria italiana, oggi seconda in Europa e quinta nel Mondo, è appannato dalla mancanza di una politica nazionale in grado di gestire le risorse umane e di conoscenza esistenti in Italia e di valorizzarle in uno scenario di mercato in rapida evoluzione. La ripresa in atto, indiscutibile ma troppo lenta senza ricadute positive sull'occupazione, segna ancora una perdita di -16,7 punti percentuali di produzione, rispetto ai livelli di due anni fa".

"In questa situazione i processi di ristrutturazione si accelerano e nuove crisi aziendali si aggiungono a quelle esistenti, con riflessi negativi sui livelli occupazionali e sulla tenuta delle filiere industriali e sul il sistema delle piccole imprese. Non solo è assente una strategia di politica industriale - precisa Sbarra - per i settori ed i distretti, ma sono assenti anche gli strumenti difensivi di gestione delle aree di crisi e delle emergenze aziendali, che potrebbero essere attivati, soprattutto nel Mezzogiorno,dove funzionano con lentezza per gravi ritardi nell'erogazione di risorse dedicate".

"Occorre ripartire da un progetto nazionale di grande respiro - prosegue- che attivi e trasferisca, a reti qualificate d'imprese, competenze e risorse per innovare e competere nel nuovo mercato. Il progetto Industria 2015, opportunamente rivisitato e dotato di risorse aggiuntive, condiviso da Regioni, Territori e Parti Sociali, può rappresentare lo strumento per guidare una trasformazione strutturale del tessuto industriale, in grado di recuperare le posizioni perdute negli ultimi anni , contribuendo in tal modo al processo di rilancio delle produzioni e di creazione di nuovi posti di lavoro".

"In tale quadro diventa quanto mai urgente e necessario - conclude il segretario confederale - procedere alla nomina del ministro dello Sviluppo Economico attesa da molti mesi . La Cisl, nella gestione di una politica industriale , auspichiamo finalmente innovativa, è pronta ad assumersi le proprie responsabilità, in primo luogo con coerenti relazioni industriali e strategie di contrattazione di tipo partecipativo , come dimostra l'accordo Fiat per Pomigliano , ma anche con un diverso e più impegnativo protagonismo sociale sui luoghi di lavoro e nel territorio".

 

(2 settembre 2010)

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