DISOCCUPAZIONE all’8,4%

MERCATO DEL LAVORO

 

Il tasso di disoccupazione resta sostanzialmente stabile a luglio. Nel mese, secondo l'ultima rilevazione Istat, il tasso dei senza lavoro si fissa all'8,4%, in lieve calo rispetto all'8,5% di giugno. In salita invece il numero degli inattivi con 76 mila persone in più (+0,5%) rispetto a giugno 2010. Proprio il livello degli inattivi - rileva l'Istat - raggiunto nel mese anche grazie all'effetto scoraggiamento, è il più alto dal 2004. L'Italia fa segnare numeri migliori rispetto alla situazione complessiva rilevata nell'eurozona, con una disoccupazione al 10%. Uno stato di cose consolidato visto che, secondo le stime Eurostat, la quota dei senza lavoro è rimasta allo stesso livello dei quattro mesi precedenti (era pari al 9,6% nello stesso mese del 2009). Analogo l'andamento della disoccupazione nell'insieme dei 27 Paesi Ue: a luglio, il tasso medio è risultato pari al 9,6% (era al 9,1% nel luglio 2009). Secondo il segretario confederale Cisl, Giorgio Santini, "i dati Istat ed Eurostat sulla disoccupazione a luglio diffusi, pur segnalando una sostanziale stabilità ed una situazione meno grave rispetto a molti paesi europei, mostrano tendenze preoccupanti, in particolare il fatto che la ripresa produttiva, in atto ormai da alcuni mesi non si traduce in aumento dell'occupazione". "Anzi - continua - la disoccupazione femminile riprende a crescere e quella giovanile, pur in leggero miglioramento, permane su livelli elevati e nel contempo si registra il record assoluto di persone inattive e scoraggiate, insieme alla ripresa della cassa integrazione straordinaria a luglio". "Molti posti di lavoro persi nella crisi - puntualizza - non saranno recuperabili se non si rafforzano le politiche per l'occupabilità e gli interventi di formazione e ricollocazione personalizzate. Il rischio è che il posto di lavoro non venga perso solo dai lavoratori delle aziende in crisi, ma che si brucino anche opportunità occupazionali in aziende sane". "E' pertanto necessario - sottolinea - che il Piano triennale per il lavoro proposto dal Governo venga declinato anche nel breve periodo con un programma di interventi per agganciare l'occupazione alla ripresa produttiva". "In particolare - aggiunge Santini - vanno incentivati strumenti come apprendistato e part-time per favorire l'occupazione femminile e giovanile, va introdotto il credito d'imposta per le nuove assunzioni al Sud, vanno realizzate politiche di reimpiego utilizzando la riqualificazione professionale per cogliere tutte le nuove opportunità di lavoro, che una recente analisi Excelsior ha quantificato in oltre 140 mila posti per i quali è difficile reperire lavoratori". "L'esperienza di questi mesi - conclude - dimostra come le azioni più efficaci siano quelle in cui esiste un reale sforzo di messa in rete tra servizi per il lavoro pubblici e privati con un ruolo attivo delle parti sociali e della bilateralità. E' necessario uno sforzo condiviso per fare di più per uscire dalla crisi e per rafforzare strutturalmente tutte le opportunità nel nostro mercato del lavoro".


G.Ga.

(31 agosto 2010)

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