RAFFINERIA DI GELA. Il piano industriale di Eni taglia investimenti e lavoratori

Un piano industriale pesante che prevede tagli al personale diretto, all'indotto e agli investimenti. E' quello presentato dall'Eni ai sindacati per la Raffineria di Gela nel triennio 2010-2013. Quattrocento gli esuberi diretti previsti dal piano su un organico di 1.380 dipendenti, più di mille invece i lavoratori indiretti interessati i cui numeri precisi verranno resi noti dmani in un incontro in Confindustria e quasi dimezzati gli investimenti già programmati per Gela nel 2008 pari a 980 milioni di euro.

L'investimento attuale prevede la messa in campo complessiva di 559 milioni di euro. L'unico impianto nuovo che si realizzerà sarà il Klauss (impianto di zolfo) per un costo di 44 milioni di euro più 5 per la bonifica del sito. L'ammodernamento della centrale termoelettrica, cuore della raffineria, assorbirà 210 milioni di euro. Settanta milioni saranno poi spesi per la logistica, ed in articolare per la ricostruzione della diga foranea, distrutta da una mareggiata sei anni fa, che serve a mantenere il moto ondoso dell'acqua e a far attraccare le navi di grandi dimensioni come le petroliere. E poi ancora 80 milioni per un nuovo maxi serbatoio, 12 milioni per la manutenzione dell'impianto Fcc e 18 milioni per il cooking. A questi vanno aggiunti 40 milioni di euro l'anno per tre anni per le manutenzioni varie.

I sindacati che oggi si sono riuniti a tutti i livelli e con tutte le categorie interessate definiscono il piano industriale presentato molto delicato a causa dei numerosi esuberi previsti e chiedono l'apertura di un tavolo prefettizio con tutti i soggetti interessati per trovare soluzioni alternative all'esubero del personale in particolare dell'indotto con interventi a livello regionale e non solo.

(Servizio completo domani su Conquiste del Lavoro a firma di Sara Martano)

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