di Ester Crea
I gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti confermano lo sciopero di tre giorni a metà settembre, dal 15 al 17, che considerano "inevitabile dopo due anni senza risposte". Lo ribadiscono questa mattina in una assemblea pubblica delle associazioni di categoria Faib, Fegica, e Figisc/Anisa.
Per questo pomeriggio alle 17 è previsto un incontro al ministero dello Sviluppo, con il sottosegretario Stefano Saglia.
"Siamo scettici sulla possibilità che possa portare ad una revoca dello sciopero", indica il leader della Fegica-Cisl, Roberto Timpani, che sollecita "un incontro direttamente con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi", in quanto responsabile ad interim del ministero dopo le dimissioni dell'ex ministro Claudio Scajola.
All'ordine del giorno, oltre alla protesta dei sindacati, la bozza del disegno di legge concorrenza all'intero della quale c'è anche la riforma del mercato petrolifero; testo che è all'esame della presidenza del Consiglio dei ministri.
Il clima alla vigilia del confronto, comunque, resta teso. "Sono trascorsi più di due anni dall'accordo tra la categoria e l'ex ministro dello Sviluppo economico Scajola - dicono i sindacati-, e a oggi risultano disattesi sia gli impegni assunti dal Governo che lo stesso spirito concertativo con il quale ci si era impegnati a definire obiettivi proposte e strategie volte a garantire una riforma seria del settore in grado di affermare maggiore concorrenza, condizioni di equità lungo la filiera e un processo graduale di ammodernamento della rete distributiva".
I sindacati lamentano la mancata strutturalizzazione del bonus fiscale, la determinazione dei diritti annuali per l'iscrizione al registro delle imprese calcolati ancora al lordo delle accise, il mancato processo di razionalizzazione e ammodernamento della rete, la volontà di sviluppare sempre di più impianti "ghost" senza la presenza del gestore a discapito dei servizi al consumatore.
In effetti, è dal giugno del 2008 che i sindacati chiedono il rispetto del protocollo sottoscritto dall'allora ministro Scajola.
"Nel frattempo - aggiunge Timpani - il Governo si è mosso lungo una direttrice che ci mette in condizione di temere un nuovo provvedimento legislativo, di segno opposto al precedente e che sembra rispondere ad altri interessi". Il riferimento è chiaramente alle compagnie petrolifere ed ai retisti indipendenti, visto che la grande distribuzione (Gdo) ha già ottenuto tutto ciò che voleva. Alla completa liberalizzazione del settore, infatti, l'unico ostacolo rimasto è il vincolo di esclusiva sulla fornitura dei prodotti. Ossia, ciò che impedisce ai gestori di approvvigionarsi liberamente sul mercato. Un vincolo che attualmente rimane sul 90% della rete di distribuzione italiana e che consente alle compagnie petrolifere di ammortizzare (con un'operazione di dumping) i costi sostenuti per approvvigionare quel restante 10% della rete costituita da retisti indipendenti e Gdo. Un vincolo che i gestori ora chiedono di rimuovere perché, spiegano alla Fegica, "la concorrenza è vera solo se tutti possono contare su condizioni di accesso al prodotto omogenee". Che è, poi, ciò di cui maggiormente beneficerebbe il consumatore.
C'è poi una questione che riguarda in particolare i gestori siciliani, che inizieranno lo sciopero dal 14 settembre. Nella regione, infatti, evidenziano le strutture sindacali locali, malgrado la presentazione di disegni di legge di riordino del settore carburanti presentati al governo regionale, a oggi il settore resta regolato dalla legge 97/82, non più rispondente alle esigenze del territorio siciliano.
Ma se questi sono i temi, cosa ci si può aspettare dall'incontro di domani con il sottosegretario Saglia? Alla Fegica non si sbilanciano, ma ricordano che la complessità dei problemi è tale da investire le competenze di più dicasteri (non solo quello dello Sviluppo economico, ma anche quelli dell'Economia e del Lavoro). Da qui la richiesta di un incontro rivolta già da tempo al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, per sollecitare l'intervento del Governo nella sua collegialità.
(In aggiornamento - 8 settembre 2010)










