di Rodolfo Ricci
L'Ecofin, riunito stamattina a Bruxelles, ha dato il via libera all'introduzione del cosiddetto "semestre europeo" per coordinare, a partire dal 2011, le leggi finanziarie dei Paesi della Ue.
In pratica, dal prossimo anno tutti gli Stati membri dovranno mettere a punto le proprie manovre di bilancio sulla base degli orientamenti emanati dalla Commissione Ue.
Ecco le tappe del "semestre europeo" - elaborato nel corso dei lavori della task force sulla riforma del Patto di stabilità e di crescita guidata dal presidente Ue, Herman Van Rompuy - grazie al quale sarà possibile coordinare non solo le politiche economiche degli Stati membri, ma anche le riforme strutturali.
- MARZO. Il processo di monitoraggio partirà in marzo, quando sulla base di un rapporto della Commissione Ue, il Consiglio europeo individuerà per tutti gli Stati membri le principali sfide economiche, emanando delle raccomandazioni generali sulle politiche da seguire.
- APRILE. Sulla base di queste raccomandazioni, gli Stati membri dovranno impostare i propri programmi distabilità e i propri programmi nazionali di riforme, che dovranno essere presentati simultaneamente a Bruxelles. I governi dovranno quindi specificare le azioni che intendono intraprendere, anche in aree come l'occupazione e l'inclusione sociale.
- GIUGNO. In giugno e luglio il Consiglio europeo, tenendo conto della valutazione che la Commissione Ue avrà dato sui programmi dei singoli Stati, fornirà delle nuove raccomandazioni specifiche, Paese per Paese, prima che gli Stati membri mettano a punto le loro finanziarie per gli anni successivi.
Arriva anche la stretta della Ue sulle operazioni finanziarie più a rischio, soprattutto quelle che riguardano i debiti sovrani, minacciando la stabilità della zona euro. Vedi le vendite allo scoperto o le transazioni sul mercato dei derivati: come i credit default swap, assurti agli onori della cronaca col "caso Grecia" . La Commissione Ue presenterà le sue proposte legislative mercoledì 15 settembre, mentre domani dall'Ecofin dovrebbe arrivare il via libera all'accordo sulla riforma della vigilanza. Meno scontata, invece, l'intesa sulla tassa sulle banche, che comunque domani sarà discussa dai ministri finanziari europei, come richiesto da Francia e Germania.
Insomma l'Europa, che per il momento sembra guidare la ripresa economica con dati sulla crescita migliori di Usa e Giappone, cerca di non prendere terreno anche sul fronte del rafforzamento del sistema finanziario, dopo la grande riforma varata oltre Oceano dall'amministrazione Obama.
Il calendario del commissario Ue ai servizi finanziari, Michel Barnier, da qui a fine anno è fitto di iniziative che intendono lasciare il segno, rinnovando a fondo il sistema finanziario europeo. L'accordo sulla vigilanza è oramai ad un passo, dopo il compromesso raggiunto tra Consiglio e Parlamento Ue la scorsa settimana e il Parlamento europeo potrà votarla entro fine settembre. Dal primo gennaio 2011 nascerà così lo European Systemic Risk Board (Esrb), che sotto l'egida della Bce dovrà vigilare e lanciare gli allarmi sui rischi sistemici per la finanza europea. E nasceranno tre nuove autorità europee, una sulle banche, una sulle assicurazioni e una sui mercati, con poteri in alcuni casi vincolanti anche nei confronti delle autorità nazionali, soprattutto per quel che riguarda le controversie sui gruppi cross-border.
Sarà proprio la nuova autorità sui mercati (Esma) che - secondo lo schema messo a punto dalla Commissione Ue - dovrà assicurare il coordinamento sul fronte della prevenzione delle pratiche finanziarie ritenute potenzialmente "dannose".
Secondo quanto si apprende, si potrebbe arrivare, "in casi di emergenza", alla limitazione temporanea o al divieto delle vendite allo scoperto e dei credit default swap, soprattutto quando queste pratiche riguardano i titoli pubblici di uno Stato membro. Insomma, si vuole evitare in futuro che su questi temi ci siano fughe in avanti come quelle dei mesi scorsi, vedi innanzitutto la stretta unilaterale sulle short selling decisa dalle autorità tedesche. Sempre l'esecutivo europeo, presenterà la settimana prossima un'altra iniziativa legislativa per aumentare la trasparenza sul mercato dei derivati, proponendo anche l'obbligo di registrazione per tutti i partecipanti e tutte le transazioni sul mercato dei derivati, che in gran parte oggi sfuggono a qualsiasi controllo.
Per quel che riguarda la tassa sulle banche, infine, la Commissione Ue insiste su un contributo che gli istituti dovranno dare per la costituzione di un fondo di risoluzione delle crisi. Fortemente voluta da Parigi e Berlino, la tassa sulle banche, però, trova ancora forti resistenze. E - spiegano fonti diplomatiche - "resta molto lavoro da fare", con l'Ecofin che affronterà la discussione solo in termini molto generali. Nessuna chance, invece - almeno per il momento - per l'ipotesi di una tassa europea sulle transazioni finanziarie. Nonostante l'insistenza della cancelliera tedesca, Angela Merkel, contrari sono moltissimi Stati, tra cui l'Italia.
La stessa Commissione Ue, in un documento che domani sarà sul tavolo dell'Ecofin, mette in guardia dai numerosi rischi insiti nella proposta.
(Aggiornato l'8 settembre 2010)










