Draghi: Italia per crescere segua l’esempio della Germania

ECONOMIA

 

di Rodolfo Ricci

Per crescere di più l'Italia deve diventare produttiva e competitiva come la Germania. E' la ricetta del governatore di Bankitalia, Mario Draghi, impegnato a Seul in qualità di presidente del Financial Stability Board (Fsb) in una conferenza sulla riforma della finanza.
In particolare, "il mio è un giudizio di cautissimo ottimismo, con la consapevolezza dell'esistenza di rischi". La ripresa c'è: è una ripresa trainata dalla domanda mondiale e che comincia - ha osservato Draghi - ad essere sostenuta dalla crescita dei consumi e degli investimenti in Germania, ma è una crescita che nel resto di Eurolandia non è sostenuta ed equilibrata.
Le riforme varate da Berlino, ad esempio in materia di lavoro e fisco, hanno dato la spinta alla locomotica tedesca che è tornata a crescere a gran ritmo.
"Il mio è un giudizio di cautissimo ottimismo, con la consapevolezza dell'esistenza di rischi", ha aggiunto il governatore in merito, più in generale, alla crescita di Eurolandia. "La ripresa c'è: è una ripresa trainata dalla domanda mondiale, e che comincia - ha osservato ancora - a essere sostenuta dalla crescita dei consumi e degli investimenti in Germania, ma è una crescita che nel resto di Eurolandia non è sostenuta ed equilibrata. È fragile, esposta ai rischi che riguardano la domanda mondiale, in particolare, provenienti dall'economia Usa e da un possibile rallentamento della Cina".
Altri rischi sono, secondo il governatore, sono da individuare nei mercati finanziari fragili, con la grande volatilità dei mercati azionari e degli spread che continuano a essere alti su alcuni Paesi di Eurolandia. In altri termini, è una ripresa differenziata, con la Germania che cresce molto, però la ripresa c'è.

Un dato è certo: per stare tutti nell'euro siamo tutti costretti a diventare più simili alla Germania, diventa una strada obbligata. Una via che non si discosta molto dal pensiero del direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli, dopo le parole del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, che esorta il Paese a seguire il modello tedesco per tornare a crescere. Secondo Galli seguire l'esempio della Germania vuol dire in fondo anche importare delle virtù: la virtù della competitività a cominciare dall'aumento della produttività e la virtù di un debito e di un disavanzo pubblico che sono bassi
Il direttore generale di Confidustria rileva poi che guardare il Paese di Angela Merkel "diventa una strada obbligata: lo era già prima della crisi perchè, a causa del diverso andamento della produttività e in minore misura a causa del diverso andamento dei salari, dal '95 fino a prima della crisi, noi avevamo perso circa 30 punti di competitività in termini di costo del lavoro per unità di prodotto nei confronti della Germania".
Anche il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei, condivide l'invito lanciato dal governatore della Banca d'Italia: "La Germania è un esempio - ha detto Bombassei - ha recuperato bene, ha continuato ad investire in ricerca e sviluppo, ha sfornato prodotti innovativi e ha incrementato le esportazioni". Si tratta medicina che ogni Paese prenderebbe solo che noi stiamo qui a litigare sulla medicina mentre loro già beneficiano degli effetti.
"Prendiamo pure il modello tedesco - ha concluso Bombassei - va benissimo".

Infine Gabriele Galateri di Genola : "La capacità di recuperare produttività della Germania è stata esemplare ed è giusto che l'Italia la prenda ad esempio" ha commentato il presidente di Telecom. È un paragone che non si può che condividere" ha aggiunto. 

(3 settembre 2010)

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