Pakistan: pronta la macchina degli aiuti ma emergenza più grave del previsto

MONDO

 

Le acque derivanti dall'alluvione si stanno ritirando in molte aree, lasciandosi alle spalle milioni di sfollati. Secondo Ocha Pakistan, l'ufficio della Nazioni Unite per il coordinamento degli interventi umanitari, sono più di 18 milioni le persone colpite, 1,2 milioni le case danneggiate o distrutte. 1.667 morti sono il prezzo pagato finora al disastro.
Oltre quelle appena citate, molte altre vite sono a rischio immediato visto che nel Sindh, un'altra regione nel sud del Paese, si sta attualmente verificando l'inondazione dalle ripercussioni più gravi e dalle conseguenze non calcolabili.
"Strade, ponti, zone adibite alle coltivazione e all'allevamento sono state distrutte in un'area estesa su 190.000 km quadrati (pari a 2/3 dell'Italia ndr). Ci sono quasi 8 milioni di pakistani, di cui 4 milioni di bambini, esposti a malattie che possono causare molte morti, se non curati in tempo.", ha dichiarato Shahbaz Hussain Khokhar, Capo Cancelliere dell'Ambasciata del Pakistan in Italia, in un'intervista concessa ad Iscos Cisl.
"Le malattie si sono rapidamente diffuse per la grave carenza di acqua potabile e per il fluire senza sosta di acque contaminate. Considerate che la catastrofe prosegue senza sosta da circa quaranta giorni, durante i quali l'inondazione ha colpito varie parti del paese, e non è ancora giunta a conclusione.", ha proseguito Hussain Khokhar che, a domande relative alla regione ex Nwfp, ora Khyber Pakhtunkhwa, in cui dal 2005 opera l'Iscos con numerosi progetti, ha risposto: "La situazione in questa provincia è abbastanza grave poiché è stata la prima ad essere colpita dalla calamità e la maggior parte della popolazione si è vista presa alla sprovvista. Le inondazioni hanno completamente distrutto le infrastrutture di questa provincia spazzando via strade, ponti, case, scuole e ospedali. La drammatica situazione sanitaria, a causa di malattie, ha cominciato ad esplodere con casi di disturbi gastro-intestinali, colera, tifo, ed altre patologie. Il Pakistan è un Paese in Via di Sviluppo. Anche paesi sviluppati, con molte risorse, non potrebbero affrontare un disastro di questa portata da soli. Il popolo del Pakistan guarda al consesso delle nazioni perché li sostenga nel momento della necessità" ha concluso il Capo Cancelliere, facendo anche riferimento alla raccolta fondi in corso per l'invio di medicinali di prime necessità.
Azione di solidarietà in cui è di grande importanza l'apporto del sindacato Pakistano, Pakistan Workers Federation (Pwf), partner principale dell'Iscos nel Paese, che si occuperà della distribuzione in loco. Sindacato e Ambasciata sono d'accordo nel dichiarare che la successiva fase di ricostruzione e di sostegno alle persone colpite per riavviare le attività legate al sostentamento, è altrettanto importante degli aiuti umanitari.
"Attraverso le sedi regionali, abbiamo fatto appello ai sindacati affiliati perché si occupino degli aiuti di primaria necessità." ha dichiarato Zahoor Awan, segretario generale aggiunto del Pwf. "Il Pwf nazionale dopo una iniziale raccolta fondi, li ha inviati alle sedi regionali delle zone colpite dall'alluvione per la distribuzione di generi di prima necessità", ha aggiunto.
Pwf, pur considerando di primaria importanza gli aiuti umanitari, ha evidenziato la necessità di iniziare al più presto la ricostruzione di case e infrastrutture. La formazione professionale e il sostegno a piccole-medie imprese sarà il passo successivo da compiere.
Concludiamo pertanto ricordando i canali attivi della raccolta fondi, destinati prioritariamente alla raccolta urgente di medicinali e al finanziamento di programmi di cooperazione per la ricostruzione.
*Ufficio comunicazione Iscos

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